Tutto quello che ti serve per realizzare il tuo sito web – parte 4

sito su misura parte 4

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro! Questa è la parte 4 di un articolo più ampio. Se devi leggere l’articolo dall’inizio, collegati a questo link. Se invece ti fossi perso la terza parte, la trovi qui. È importante utilizzare tutto ciò che riporto in questi quattro articoli perché dentro ci trovi veramente TUTTO quello che ti serve per costruire il tuo Sito che vende! La scorsa settimana ti ho spiegato come generare traffico sul tuo sito, ma non mi aspetto tu abbia già centinaia di visite giornaliere: ci vuole del tempo. Non esistono trucchetti o scorciatoie, però se continui a seguire le mie direttive con costanza prima o poi il tuo sito esploderà (nel senso buono, don’t panic!). Trattandosi di un argomento vasto, andremo ad approfondirlo ulteriormente in questa parte dell’articolo. Sei pronta/o? Allora afferra una tazza del tuo caffè preferito e partiamo! Traffico a pagamento SEO e creazione di contenuti costante è un ottimo modo per aumentare il traffico sul tuo sito, però a volte non basta, soprattutto se vuoi raggiungere dei risultati in fretta. Per velocizzare un po’ le cose, potresti aver bisogno di generare del traffico a pagamento. Ma questo esattamente cosa significa? I due colossi Facebook e Google ti offrono la possibilità di mostrare frequentemente il tuo sito alla loro utenza. Cioè in pratica tu li paghi e loro mostrano il tuo sito a persone che non lo conoscono, mentre queste effettuano ricerche su Google o scorrono il proprio Feed su Facebook. Se vuoi approfondire questa tematica devi assolutamente correre a leggere gli articoli del blog dell’Arciere, che su queste cose è un mago: fai click qui. Per ora, ti basti sapere che esiste questa possibilità e che dovresti tenerla in considerazione per aumentare il traffico sul tuo sito. Ma non è tutto. Vorrei fosse chiaro anche un altro concetto. Per rendere efficace questo tipo di strategia (ovvero per non bruciare tutti i tuoi soldi) devi PER FORZA avere: un sito fatto bene. Il tuo sito dev’essere perfetto. Cosa intendo per perfetto? L’Homepage dev’essere efficace e contenere al suo interno tutti gli elementi che ti ho consigliato; dev’essere veloce da caricare e avere una struttura di navigazione chiara e intuitiva. Dei contenuti utili. Devi avere un blog ben scritto e dei contenuti che interessino i lettori e gli facciano percepire la tua professionalità e bravura. Una Call to Action ben definita. Cioè devi spiegare esattamente agli utenti cosa devono fare quando atterrano sul tuo sito. Questa cosa è importantissima ma viene trascurata spesso anche da professionisti e web agency. Perché? Perché a loro interessa soltanto portare traffico sul tuo sito e farti vedere i numerini sul reportino: “guarda quante visite abbiamo avuto questo mese!” Sì, figo. Però non abbiamo venduto un ca**o! E perché? Perché l’annuncio incuriosiva, era fatto bene, la gente ci ha cliccato; solo che, una volta sul sito, non ha capito cosa ca**o doveva fare, quindi ha puntato il cursore sulla “X” per uscire e bye bye per sempre! Risultato: soldi bruciati. Ok, mi sono un po’ arrabbiato ma ho scritto in questo modo per farti capire la gravità della cosa. Non dovresti mai fidarti di web agency e professionisti che lavorano così. Se il tuo sito non ha una CTA ben definita devono dirtelo e spiegarti che non possono partire con gli annunci Google e Facebook. Una landing page. Se non sai ancora cos’è tranquilla/o, te lo spiego a breve. Un CRM. Un software per immagazzinare dati. Al momento non c’è bisogno che tu sappia altro a riguardo, lo vedremo poi. Nota: non è come Google Analytics, raccoglie altri tipi di dati. Un’automazione. Tratterò questo argomento in modo approfondito la prossima settimana. In breve, si tratta di un sistema che invia in automatico sequenze mail agli utenti dopo che hanno compiuto un’azione specifica sul tuo sito. Per creare delle automazioni hai bisogno di un CRM. Dei dati. Anche questa parte merita un discorso a sè, la vediamo nel dettaglio tra poco. Ok, per concludere: se non hai tutte queste cose è ancora presto per pensare al traffico a pagamento, per ora concentrati su quello gratuito. Odio essere ridondante ma devo accertarmi tu non faccia boiate: non bruciare i tuoi soldi in annunci Google e Facebook se prima non hai tutto quest’occorrente. Perché devi realizzare una Landing Page… …e innanzitutto che cos’è! La landing page (in italiano “pagina d’atterraggio”) è una pagina studiata apposta per far compiere una sola azione all’utente; ad es. compilare un modulo per lasciarti i suoi dati. Significa che all’interno di questa pagina non dev’esserci un menù di navigazione nè alcun rimando al tuo sito o al tuo blog. “Non ho capito Fabbro, come mai devo creare questa pagina e perché ne ho bisogno per fare gli annunci su Facebook e Google se ho già un sito?” Don’t panic, ora ti spiego tutto in modo chiaro. Landing page e sito sono simili, ma il loro scopo è diverso. Il sito web e il blog ti servono per farti una buona reputazione online e per educare i tuoi clienti. Attraverso questo strumento, i tuoi lettori impareranno a conoscerti e instaurerai con loro un rapporto di fiducia. Inoltre, ti serve per vendere! La landing page, invece, ti serve per generare traffico e dirottarlo sul tuo sito, dove effettui le vendite. Se ad es. hai un e-commerce e vuoi che gli utenti effettuino degli acquisti, paradossalmente non devi farli atterrare lì subito, ma prima sulla landing page! È vero, è contro-intuitivo, me ne rendo conto, però è proprio questo il modo migliore per realizzare un sito che vende: creare una landing page con un testo strategico e monotematico per intercettare un determinato pubblico con un determinato bisogno; creare degli annunci su Google e Facebook per attirare questo pubblico sulla tua landing page; convincerli a scrivere il loro indirizzo email all’interno di un modulo di contatto in cambio di un contenuto di valore, che risponda ai loro bisogni; immagazzinare il loro indirizzo email nel tuo CRM e inviargli con un’automazione una

L’inventario delle Sponsorizzate!

Blog Arciere

Ecco un regalo da parte dell’Arciere per festeggiare con te il primo mese insieme! Quante volte ti è capitato di vedere dei post sponsorizzati COMPLETAMENTE senza senso comparire sulla tua home? E invece quante volte hai visto dei post sponsorizzati inondarti la home, solo perché hai messo mi piace a una pagina che parlava di quell’argomento? Tutto normale. Sei su Facebook. E non saranno né le prime né le ultime volte che ti succederà questo! Perché TUTTI sponsorizzano. Pensa a uno qualsiasi dei tuoi competitor, anche quelli minori: sicuramente, nell’ultimo anno, almeno uno di loro ha fatto un’inserzione sponsorizzata. Il fatto è che esiste sponsorizzata e sponsorizzata. Alcune sono un ottimo investimento per la tua azienda, e altre uno spreco di soldi. Alcune colpiranno con precisione il tuo cliente su misura, altre infastidiranno delle persone che non sono in alcun modo interessate al tuo prodotto. Per aiutarti a distinguerle, dedicherò un articolo al mese alle sponsorizzate peggiori che mi capiteranno sotto mano. In quello di questa settimana ho deciso di analizzare insieme a te un’inserzione con un grande errore, un’inserzione con un piccolo errore, e un’altra impostata nel modo sbagliato. In tutti e tre i casi vedremo insieme gli errori che sono stati fatti, e li analizzerò con te per aiutarti a migliorare le tue inserzioni future. Procediamo con la prima sponsorizzata. Il nome di questa azienda è Rafiki – climbing life. Se osservi la sponsorizzata puoi notare che si tratta di un video. Sotto il video trovi il testo del post in inglese. Non solo! Puoi notare che probabilmente il sito porta ad un dominio ceco (.cz). Cliccando su i tre pallini sotto la lente di ingrandimento e cliccando sulla voce “Perché vedo questa inserzione” si aprirà la schermata a destra, con all’interno i dati principali dell’inserzione sponsorizzata. Come prima cosa, notiamo che tra gli interessi (*) figurano persone interessate all’aperto e sport estremi. La lettera maiuscola separa ogni interesse, quindi ad esempio, sono stato scelto perché amo le attività all’aperto, anche se non amo gli sport estremi. L’azienda poi ha cercato di raggiungere persone che parlano inglese (UK e/o USA). Anche in questo caso rientro nel target, dato che capisco e parlo l’inglese. E soprattutto, ha cercato di raggiungere persone di età superiore ai 18 anni. Avendone 23, sono stato targettizzato alla perfezione. Ma il problema… arriva alla fine! L’inserzione è stata geolocalizzata in ITALIA! In ITALIA! Il testo del post è in inglese, è impostata in lingua inglese, la CTA (*) è in inglese, tutto in inglese! Ma l’inserzione è in Italia. Quello che puoi imparare da questa azienda è che è sempre bene sviluppare l’inserzione in base alla lingua madre delle persone che stai per colpire. Ovviamente esistono alcune eccezioni: se voglio colpire tutti gli italiani che sono in UK, ho delle impostazioni che mi permettono di farlo. Se voglio colpire con un inserzione di un’azienda italiana tutti i francesi, posso farlo. Ma non lo farò usando la loro lingua madre, e MAI con un inserzione in Italiano. Perché i risultati saranno nettamente inferiori rispetto a un’inserzione in francese! Ora passiamo a un’altra inserzione sponsorizzata. Come prima cosa, anche qui vediamo l’interesse che ha spinto l’algoritmo (*) a farmi vedere questa inserzione: i Pokémon. In questo caso la sponsorizzata risulta essere completamente in target. Il nome dell’azienda è PokémonTee, e vuole targetizzare le persone che amano i pokémon. Dato che ancora li adoro, direi che ci hanno preso! Così come l’inserzione precedente, anche loro hanno cercato di raggiungere le persone maggiorenni, e anche in questo caso hanno colpito in pieno il loro target. E anche loro, come geolocalizzazione, hanno inserito Italia, anche se il testo è in inglese. In questo caso però l’azienda si salva. Anche con il testo in inglese il loro target non può confonderli con nessun altro: i pokemon esistono dal ’96, e per chi è di quella generazione sono riconoscibili in ogni lingua. Quindi… chissenefrega del testo in inglese, ci sono cose dei Pokémon! E così arriva il primo click, che ti permette di arrivare a un e-commerce molto semplice e intuitivo. Poi ci si trova davanti anche una felpa con il tuo Pokémon preferito sopra e… via anche l’acquisto! Da pubblico gelido a rovente in pochi minuti! E quindi, anche con il piccolo errore con la lingua, la loro inserzione sponsorizzata risulta ben fatta. Ultima, ma non per importanza, una storia apparsa sul profilo Instagram del Sarto. Guardiamo il testo della sponsorizzata e non distraiamoci con la ragazza. “Vuoi tornare in forma prima dell’estate?”. PRIMA dell’estate. Il Sarto mi ha mandato questa sponsorizzata a inizio settembre. Qualcuno si è dimenticato di cliccare il bottoncino per spegnere l’inserzione. Quindi, nel caso di promozioni stagionali o limitate, ricordati sempre di controllare e di pianificare l’attivazione e lo spegnimento delle tue inserzioni. Perché andare a spendere soldi a vuoto e rischiare di colpire pubblico poco interessato, quando puoi fare in modo che la tua inserzione sia sempre perfetta? Questi sono solo alcuni esempi di sponsorizzate degli orrori (o quasi). Ma per quanto riguarda le tue sponsorizzate? Sai a chi dedicarle? Sai come presentare il tuo prodotto? Sai come evitare i clienti a caso? Per sapere tutto questo probabilmente ci vorrebbe un manuale pieno di consigli! E…se ti dicessi che esiste già? Il Sarto ha deciso di creare la perfetta guida pratica per insegnarti come impostare la tua Comunicazione Online, e per trasformare la tua pagina social in un magnete attira clienti! Vale a dire il suo primo libro, VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE! Con una grande novità: è appena uscita la SECONDA EDIZIONE rivista, aggiornata e ampliata! Clicca qui per acquistarlo ora a solo 27 euro! Noi invece ci vediamo venerdì prossimo! L’Arciere 🏹

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