Chi ha paura di cambiare?

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Ti sudano i palmi delle mani, il respiro si fa corto, ogni centimetro del tuo corpo sembra pizzicare come se fossi stato morso da mille zanzare. No, non sono i sintomi di un’allergia, e nemmeno l’arrivo di un’influenza. Sono tutte sensazioni che puoi associare al momento di un cambiamento difficile! Almeno una volta è capitato a tutti: riusciamo ad affrontare le piccole modifiche alle nostre abitudini serenamente, e senza troppo fastidio. Ma quando si tratta di fare una modifica sostanziale al nostro stile di vita, ecco che le cose si fanno difficili, e affrontare il cambiamento diventa molto più complicato! E come imprenditore, affrontare cambiamenti nella tua azienda è probabilmente una delle cose più dolorose da affrontare nel tuo percorso verso il successo. Oggi scopriremo la ragione per cui i cambiamenti sono spaventosi, il motivo per cui la maggior parte delle aziende non evolve… e perché la tua raggiungerà il successo se saprai affrontare nel modo giusto le modifiche al mondo che ti circonda! Partiamo dal fatto che dal momento in cui nasciamo ognuno di noi è ben chiuso e sigillato dentro una bolla. All’inizio, quando siamo più piccoli, questa bolla viene riempita con i valori della nostra famiglia, quelli della cultura che ci circonda, delle certezze che i nostri genitori ci insegnano. Crescendo la tua bolla cambia, e quando diventi imprenditore inizia a riempirsi di certezze che riguardano la tua attività. Alcuni sono convinti che nel loro settore la comunicazione online non possa funzionare, altri che non sia possibile delegare nulla di quello che fanno nella loro impresa ogni giorno. Il problema è che la bolla in cui vivi si scontra inevitabilmente con la realtà che ti circonda. E quando questo succede… ecco che le cose si fanno interessanti. Arriva il momento in cui ti scontri con qualcosa che è completamente diverso da quello in cui hai creduto fino a questo momento. Il tuo modo di fare azienda non sembra più essere l’unico possibile, le tue convinzioni su fortuna e talento non sembrano più tanto solide, le certezze con cui giustificavi la mancanza di successo iniziano a sbriciolarsi. E a quel punto si manifestano il malessere e la sensazione di disagio. Il possibile cambiamento si scontra con la tua bolla, e senti che il tuo modo di vivere e pensare viene minacciato. Forse ti sembra una frase fatta, ma in realtà è proprio così: l’amigdala, una parte del cervello responsabile delle emozioni, manda precisi segnali al nostro corpo quando affrontiamo qualcosa di nuovo. Nello specifico, il cambiamento viene percepito istintivamente come una minaccia. Come ho già detto diverse volte nei miei articoli parte i nostri ragionamenti non sono altro che eredità del nostro cervello primitivo, e il nostro approccio ai cambiamenti della vita di tutti i giorni non è di certo un’eccezione. E quando messe davanti al cambiamento, le persone adottano generalmente due tipi di comportamento. Alcune non riescono ad accettare che la loro bolla possa scoppiare, e che il loro modo di vivere e di pensare debba cambiare radicalmente. Per questo motivo si allontanano davanti alle occasioni che potrebbero cambiare radicalmente la loro vita: trovano scuse, iniziano ad attaccare la persona che ha minacciato il loro sistema di valori, roteano gli occhi e se ne vanno. Cercano conferme sul fatto che la loro bolla sia al sicuro, e se accettano un cambiamento nella loro vita fanno in modo che sia solo una piccola modifica all’interno del loro sistema di valori, qualcosa che non li porterà a cambiare nulla della loro attuale condizione, ma li farà sentire come se ci avessero provato con tutte le loro forze. E poi ci sono quelli che accettano di vedere la loro bolla scoppiare, e si preparano a costruire il loro nuovo sistema di approccio al cambiamento. Il processo non è sicuramente indolore: mettere in discussione modi di pensare portati avanti per decenni è faticosissimo, e all’inizio è un boccone difficile da mandare giù. Ma una volta accettato di far scoppiare la loro bolla, queste persone possono vedere come il cambiamento sta portando concretamente risultati nella loro vita. Quello che erano convinti fosse impossibile diventa improvvisamente a portata di mano, e quel successo che sembrava solo un lontano sogno nel cassetto si trasforma in qualcosa di concreto e pronto a realizzarsi. E a quel punto si rendono conto che il cambiamento che fino a quel momento avevano tanto temuto non era altro che l’ultimo passo necessario per raggiungere gli obiettivi che desideravano! Per raggiungere la vita che desideri, devi evolvere e cambiare costantemente. E la verità è che per arrivare a questo risultato devi distruggere la bolla in cui hai vissuto fino a questo momento, e lo schema di valori e convinzioni personali che ti stanno lasciando bloccato, nella tua crescita personale e professionale. Invece di vivere la tua vita in una bolla, immagina di essere un animale costantemente pronto alla muta. Quando i valori e le convinzioni di cui ti sei circondato ti soffocano e ti impediscono di arrivare ai risultati che desideri, liberati dagli schemi che ti stanno bloccando. All’inizio sarà doloroso, probabilmente ci saranno parti di te che ti diranno di non farlo, e persone che metteranno in dubbio la tua sanità mentale per averci provato. Ma una volta uscito dalla tua bolla ti renderai conto delle possibilità inesplorate che ti trovi davanti, e sarai pronto a proseguire il viaggio che ti aiuterà a raggiungere i risultati che desideri! E il primo passo verso il cambiamento della tua azienda… è scegliere un nuovo approccio alla comunicazione che offri ai tuoi clienti. Se non sai da dove cominiciare per costruirla non preoccuparti, perché il Sarto ha la soluzione giusta per te. Il suo secondo libro, Comunicazione su Misura, è a disposizione di tutti gli imprenditori che desiderano il successo, e può essere tuo semplicemente CLICCANDO QUI! Per scoprire altri segreti per raggiungere il successo cambiando il tuo modo di pensare invece non devi fare altro che iscriverti alla nostra newsletter. Clicca qui sopra per non perdere neanche uno dei miei

I numeri delle Automazioni

numeri che crescono con le automazioni

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro, La scorsa settimana ti ho spiegato quanto sono importanti le automazioni per aumentare a dismisura le vendite sul tuo e-commerce. Se non l’hai già fatto, recupera subito l’ultimo articolo che ho pubblicato facendo click qui, perché nelle prossime settimane continuerò a parlarti delle automazioni e voglio assicurarmi tu abbia compreso a fondo le basi prima di procedere. Oggi voglio mostrarti un po’ di numeri riguardanti le automazioni per farti venire l’acquolina in bocca. Ti ho già parlato del nostro cliente Eterea Edizioni e di come è riuscito ad aumentare del 33% le vendite sull’e-commerce grazie ad un’automazione semplicissima, ma devi sapere che quest’azienda non è l’unica ad aver beneficiato dell’implementazione di questa strategia. Per quanto l’argomento possa sembrarti “nuovo” o “esclusivo”, voglio che osservi con i tuoi occhi alcuni numeri statistici che potrebbero farti cambiare idea. Le automazioni sono sempre più presenti all’interno delle aziende (italiane e non) e nel prossimo futuro, se non ti darai una mossa ad implementarle, i tuoi concorrenti ti seppelliranno. Lo so, sembra che stia esagerando, però no, mi spiace: non puoi competere con le aziende che utilizzano le automazioni… a meno che non inizi ad usarle anche tu! Ora che ho sganciato questa bomba è arrivato il momento giusto per afferrare una tazza del tuo caffè preferito e tuffarti a capofitto nell’articolo! Un po’ di numeri sulle automazioni Devi sapere che, in media, il 51% delle aziende in questo momento sta già utilizzando le automazioni all’interno delle proprie strategie di comunicazione online. Questi numeri dalla ricerca “Marketing Automation Platform Insights”, a cura di Demand Spring, dimostrano come la maggior parte delle aziende nel mondo (51%) stanno già utilizzando le automazioni. Inoltre la ricerca prevede che le dimensioni del mercato dell’automazione raggiungerà gli 8.42 miliardi di dollari entro il 2027. Secondo un’altra ricerca condotta da Gartner’s, il 68% delle aziende prevede di aumentare il budget investito nelle automazioni entro il prossimo anno. Questo tasso percentuale ci fa capire che la maggior parte delle aziende che utilizza le automazioni ha avuto un ritorno economico tale da voler aumentare l’investimento iniziale. E ciò non mi stupisce affatto. Ma c’è un altro dato ancora più interessante: il 50% di queste aziende ha implementato le automazioni a partire dagli ultimi 4 anni (Demand Spring, Marketing Automation Platform Insight). Questo numero ho deciso di mostrartelo per farti capire che le automazioni non sono più una tecnologia “nuova” o “sperimentale”, quella fase è iniziata ben 16 anni fa. Esatto, i primi processi automatizzati sono stati sperimentati 16 anni fa, ne è passata di acqua sotto i ponti! Non devi più guardare alle automazioni come a qualcosa di nuovo, per cui c’è ancora tempo; dovresti invece cercare di implementarle il prima possibile per recuperare il tempo e i soldi persi! Come sfruttano le automazioni queste aziende? Per capire meglio come le aziende sfruttano le automazioni, dai un’occhiata a questo grafico a cura di “House of Marketing”: Come vedi, l’8% delle aziende nel mondo utilizzano software di apprendimento automatico e intelligenza artificiale. Il 12% si avvale delle analisi predittive basandosi sulla lettura dei dati raccolti tramite le automazioni. Ben il 24% delle aziende raccoglie dati e preferenze dei propri utenti tramite moduli (form) di contatto. Questi dati vengono poi immagazzinati all’interno di software come Active Campaign in modo completamente automatico. Il 36% delle aziende segmenta i propri utenti in base a preferenze, acquisti effettuati in passato e interessi. In questo modo possono praticare una comunicazione più precisa e mirata. Il 48% delle aziende sfrutta tool come Active Campaign per creare automazioni di qualsiasi tipo. Il 50% delle aziende effettua dei test A/B per massimizzare i profitti delle loro ADS e ottimizzare il budget investito. Queste aziende sono anche denominate “data driven”, ovvero gestiscono le proprie strategie di comunicazione basandosi sulla raccolta e l’analisi dei dati. Naturalmente questi dati non li raccolgono a mano né su fogli Excel, vengono elaborati da tool come Active Campaign e Google Analytics in automatico. Quali sono i numeri che riguardano i vantaggi dell’utilizzo delle automazioni? Spoiler: questi numeri sono spaventosi! Il 63% delle aziende che utilizzano le automazioni ha superato la propria concorrenza. Proprio così. Secondo “Moosend”, le aziende che utilizzano le automazioni sbaragliano totalmente la concorrenza in termini di vendite e ROI. La verità è che nei prossimi anni la pubblicità digitale sarà completamente automatizzata, il che ne aumenterà la qualità degli annunci e, di conseguenza, i ricavi. In media le vendite delle aziende che utilizzano le automazioni aumentano del 14,5%. Infatti secondo i dati di Sales Fusion il 77% degli imprenditori che hanno implementato le automazioni all’interno delle proprie strategie di comunicazione hanno registrato un aumento delle conversioni. Ma c’è di più! Le spese generali della comunicazione di questi imprenditori sono diminuite in media del 12,2%. Questo ci dimostra che la produttività, il numero delle conversioni e i tassi di vendita sono influenzati positivamente dalle automazioni. L’80% delle aziende ha visto un aumento del numero dei potenziali clienti (lead) dopo aver utilizzato software di automazioni come Active Campaign. 80%! È un numero incredibile, ma posso aggiungerne un altro io stesso: il 100% dei clienti dei Sarti del Web che utilizzano Active Campaign hanno visto un aumento del numero dei potenziali clienti (lead). Tutti! L’utilizzo dei chatbot ha tagliato fino al 30% i costi dell’assistenza clienti. Devi sapere che le aziende spendono quasi 1.3 trilioni di dollari ogni anno per soddisfare le esigenze dei propri clienti attraverso servizi di assistenza clienti. È una cifra esorbitante! Ebbene le aziende che hanno incorporato i chatbot all’interno delle loro automazioni sono riusciti a tagliare le spese di questo reparto del 30%. L’86% dei professionisti della comunicazione online considera la semplicità d’uso il fattore più importante nella valutazione degli strumenti di automazione. Proprio per questo motivo, se non sai da dove iniziare, ti suggerisco di utilizzare Active Campaign. Active Campaign è un tool di automazioni potentissimo ma molto semplice da usare rispetto a tutti i suoi concorrenti. Il 61% delle aziende afferma che

Comunicazione e automazioni: una mossa di estrema potenza!

Blog Arciere113

Immagina di poter gestire tutti i contatti della tua azienda anche mentre dormi. Immagina di poter inviare messaggi ai tuoi clienti in qualsiasi momento, anche quando non sei fisicamente in ufficio. E immagina di poter trasformare tutti i contatti che entrano sulla tua pagina Facebook in potenziali clienti, da conquistare attraverso la perfetta Comunicazione su Misura. E ora… preparati a trasformare tutto questo in realtà grazie all’aiuto delle Automazioni! Oggi scoprirai come il Pixel di Facebook può diventare un perfetto alleato delle automazioni della tua azienda, e come sfruttare questo potentissimo strumento per fare sempre centro nel cuore e nella mente dei tuoi clienti! Bene, iniziamo subito…anzi no! Partiamo dalle basi! Cosa sono le automazioni? Per automazione si intende appunto l’automatizzazione di uno o più processi della tua azienda. Un’impostazione molto utile, che ti permette di offrire ai tuoi clienti il miglior servizio possibile in qualsiasi momento. Per esempio, l’email che ti arriva dopo l’acquisto di un prodotto è un’automazione. La conferma di registrazione che ricevi dopo esserti registrato su un sito è un’automazione. Se imposti le automazioni nel modo giusto, non dovrai mai più inviare una singola email, perché sarà il programma che hai scelto a farlo al posto tuo, gestendo la parte pratica della comunicazione con i tuoi clienti! E questo tipo di programma è un CRM, che si occupa del Customer Relationship Management, in altre parole della gestione delle relazioni con i clienti. Un CRM in altre parole è un software che ti permette di tenere traccia di tutte le persone che interagiscono online e offline con la tua azienda! A seconda del tipo di CRM che usi potrai inserire un diverso numero di informazioni all’interno della scheda del cliente, e in questo modo potrai comunicarci nel modo più giusto. Per esempio, puoi inviare comunicazioni relative ai prodotti di abbigliamento per bambini del tuo negozio solo ai tuoi clienti con figli, o avvertire solo i clienti di una specifica regione di una specialità locale arrivata nel tuo ristorante. Insomma, le potenzialità delle automazioni sono infinite… e Facebook ti aiuta a sfruttarle nel modo migliore, raccogliendo i dati delle persone che compilano i tuoi moduli o visitano il tuo sito! Per scoprire come farlo, dobbiamo partire dal concetto di pixel, un argomento che ho approfondito QUI. Il pixel è uno strumento messo a disposizione da Facebook, che permette a chi lo utilizza di tenere sotto controllo molti dati utili per la comunicazione. Gli esempi sono moltissimi: puoi analizzare gli acquisti, le visite al sito, le visite ad una determinata pagina, le aggiunte al carrello del cliente e molto altro. Inoltre c’è anche un’immensa quantità di informazioni che il pixel ti mette a disposizione in automatico, come l’età delle persone che vedono le tue inserzioni, la loro regione di provenienza e così via. E un’inserzione che funziona bene non sfrutta soltanto il pixel, ma anche le automazioni! Se con un’ottima inserzione spingi una persona a lasciarti i suoi dati, sono le automazioni delle tue comunicazioni che lo trasformano da potenziale interessato a un fan adorante della tua impresa! A questo punto forse ti aspetti che ti sveli una funzione di Facebook, fatta apposta per gestire automazioni direttamente dalla tua pagina. Ma purtroppo non succederà… perché non esiste. Mi spiego meglio: quando le persone escono dai social, Facebook non è contento.   Quindi non ha dei servizi interni per permettere alle persone di muoversi tra diversi siti e pagine, ma ti costringe a montare ingranaggi esterni per far funzionare tutto! (E per nostra fortuna, il Fabbro è bravissimo nel farlo!) Questo significa che se quando compili un modulo su Facebook ti arriva l’email dopo neanche un secondo, non è merito del social. Se dopo aver compilato un modulo inizi a ricevere regolarmente le email che hai richiesto, non è merito di Facebook. Il perché è semplice: il pixel è l’unico strumento di tracciamento automatico messo a disposizione da Facebook. In altre parole, il pixel è molto utile quando si tratta di tenere sotto controllo i dati dei tuoi clienti per creare una Comunicazione su Misura, ma un po’ meno quando si parla di raccolta di lead. Raccogliere i lead è un passaggio fondamentale della tua comunicazione, e consiste nel chiedere i dati del tuo cliente tramite un modulo su Facebook, offrendo in cambio di quei dati un contenuto di valore! Per esempio, quando leggi qualcosa che ti interessa su Facebook in un’inserzione sponsorizzata, e poi lasci i tuoi dati per iscriverti alla newsletter di quell’azienda… beh, sei appena diventato un lead di quella particolare impresa! Ma attenzione: se non gestisci con attenzione i tuoi contatti, questi ti daranno i loro dati senza ottenere nulla in cambio, e in questo modo invece di avvicinarli alla tua azienda li allontanerai. E quindi, come può l’automazione aiutarti a risolvere questo problema? Facendo il lavoro sporco al posto tuo, ossia permettendoti di creare un contatto con il cliente, semplicemente collegando la tua pagina Facebook al CRM. Andiamo a vedere nel dettaglio come fare! Per creare il collegamento tra la tua pagina Facebook e il tuo CRM di fiducia devi semplicemente accedere alla tua Business Suite. Non ti preoccupare se non hai mai sentito questo nome: è semplicemente un luogo dove troverai le informazioni sulla tua pagina e qualche impostazione in più per gestirla nel modo giusto. Per sapere quanti contatti hai ottenuto con i tuoi moduli Facebook, ti basterà entrare nella Business Suite della tua azienda tramite QUESTO LINK. A questo punto devi soltanto cliccare sulle tre righe orizzontali con vicino scritto “Altri strumenti”, e poi scorrere fino a trovarti nella voce “moduli interattivi”. Una volta cliccata questa voce, ti apparirà una pagina con all’interno tutti i moduli che hai creato fino a questo momento. Ora, da questa schermata, dovrai cliccare l’ultima delle tre voci in alto, precisamente quella che recita “Configurazione CRM”. Una volta all’interno di questa voce, avrai due possibilità. O troverai, come in foto, un collegamento con un CRM funzionante (o ancora da stabilire), oppure non troverai nulla. Nel secondo

Trasforma le tue parole in soldi 25 – Come ottenere una Testimonianza (magari senza muovere un dito)

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La settimana scorsa abbiamo iniziato a parlare di Testimonianze: ti ho descritto i sette punti per renderle PERFETTE e i tre modi per renderle credibili. Se ti sei perso l’articolo corri subito a rimediare CLICCANDO QUI!   Ma ora dobbiamo farci una domanda: come facciamo ad avere simili testimonianze dai clienti?   Prima di procedere con le strategie che ti toglieranno per sempre questo pensiero, diamo un’occhiata ai numeri. Una recente statistica dichiara (e io le credo!) che solo il 4% dei clienti soddisfatti lascia una recensione, mentre ben l’84% di quelli non soddisfatti si sfrega le mani e vomita la sua insoddisfazione sulla tastiera. Da questo si evincono due cose: La gente ama incazzarsi e dirtelo dall’altra parte dello schermo; La gente, tendenzialmente, non fa recensioni positive.   E ora forse starai pensando: ma, quindi, quante persone soddisfatte del mio lavoro non si sono prese un minuto per scriverlo su internet! Oh, MALEDETTI! Ma permettimi di fare l’avvocato del diavolo: tu fai la recensione positiva di OGNI luogo in cui ti trovi bene? Ok, c’è una persona di millemilioni che lo fa (tipo il Sarto, giuro), ma quella persona probabilmente non sei tu, non è il tuo cliente e comunque non è la maggior parte della popolazione. Quindi… La base semplice da comprendere prima di leggere questo articolo è: SE NON SEI TU A FARTI FARE UNA TESTIMONIANZA COME SI DEVE, SCORDATI LE TESTIMONIANZE!   Ora che abbiamo chiarito che (ancora una volta) nulla succede da solo e che stare a guardare il tempo che scorre non può far altro che far arenare la tua azienda a dove è oggi, senza crescita… o al massimo con la prospettiva di un calo inesorabile del fatturato… …andiamo a vedere assieme cosa devi fare per avere un flusso costante di Testimonianze positive per la tua azienda!   #1 NON FARE IL TIMIDO La regola numero 1, quella che non devi mai e poi mai dimenticare o sottovalutare, è che devi CHIEDERE le Testimonianze e non stare lì a sperare che ti arrivino. Molte volte gli imprenditori e le imprenditrici, così come il personale assunto, teme di “disturbare” a chiedere una testimonianza. Di infastidire il cliente. Di risultare pesante. Togliti sta roba dalla testa e fallo subito. Davvero, ti stai frenando da solo. Stai cercando di correre in pista con il freno a mano tirato! Hai paura che ti dicano di no? Che preferiscano non farti la testimonianza perché non si trovano così bene, o magari sono timidi, che so… Queste sono scuse. Se su 100 persone a cui chiederai domani una testimonianza in 99 ti diranno no, avrai comunque una nuova testimonianza. Che vale tantissimo. E più tardi vedremo insieme quanto vale! Quindi poche scuse: chiedi le testimonianze. Punto.   #2 IL PREMIO Chiediti: perché un mio cliente dovrebbe darmi la sua Testimonianza esattamente come la voglio io? Se ci pensi… a lui frega ben poco della tua azienda e di quanto ti può essere utile. Ma tu puoi creare un sistema di scambio. Cioè… PAGARE la testimonianza. E ora stai pensando ai soldi, vero? Che gli devo dare, 10 euro? 100 euro? MILLE euro? Tranquillo, la cosa è molto più semplice di così. Anzi, così sarebbe proprio squallido e ti farebbe fare una pessima figura! Devi creare un sistema di scambio in cui il tuo cliente viene PREMIATO per averti fatto una buona testimonianza! Dipende, ovviamente, sia dal tuo modelli di business e da come funziona la tua Azienda… ma anche – e soprattutto – dai gusti del tuo cliente! Ecco una carrellata di esempi in ordine rigorosamente sparso da cui puoi prendere spunto per escogitare il giusto premio per il tuo cliente: Sconto al prossimo acquisto Prodotto in omaggio subito Prodotto in omaggio al prossimo acquisto Il dolce al ristorante se durante la cena fa una testimonianza La maglietta, il cappellino, la borsina o un gadget qualunque della tua azienda Il tuo libro Accesso ad un’area riservata del tuo sito dove ci sono offerte speciali Una guida che spiega come usare al meglio il tuo prodotto Un prodotto o servizio di un’altra azienda (con cui magari stai collaborando…) E altro… usa la fantasia e, soprattutto: STUDIA CON PRECISIONE COSA VUOLE IL TUO CLIENTE!   #3 IL DEBITO Questa strategia è molto simile alla precedente… ma gioca d’anticipo! In questo caso tu premi il cliente PRIMA della testimonianza! Cioè: dai al tuo cliente un premio/omaggio e gli alleghi un testo in cui chiedi, gentilmente, di dedicare un piccolo spazio del suo tempo per lasciarti una testimonianza come ringraziamento. Non ci crederai, lo so. Ma funziona che è uno spettacolo, specialmente quando consegni a domicilio o invii per posta! E non essere timido, mi raccomando! Il cliente SA PERFETTAMENTE che la recensione serve a te e che lo stai prendendo con questo stratagemma che stimola una sensazione di debito emotivo. Non hai bisogno di nasconderti. Ecco un esempio di testo da cui puoi rubare praticamente ogni parola: “ciao, sono Umberto, il Titolare del ristorante DAL MODELLISTA, SPECIALITÀ CARNE CRUDA. Ti scrivo perché vorrei chiederti un gesto di supporto nei miei confronti: vorrei che tu andassi sul mio sito www.dalmodellistacarnecruda.it e lasciassi una recensione. Per te sono solo un paio di minuti del tuo tempo, ma per me ha un valore immenso! Grazie e buon appetito”   #4 IL MOMENTO GIUSTO A prescindere dalla formula che userai, chiedere una testimonianza è ANCHE una questione di tempismo. Spesso vedo aziende chiedere una recensione dopo 4/5 giorni, o una settimana dall’acquisto. In un certo senso, questo serve a non avere la percezione di “disturbare” il cliente. SBAGLIATO. SBAGLIATO MALE. La Testimonianza è un gesto entusiastico di una persona che ti ha dato i suoi soldi per qualcosa ed è contento di dire al mondo che lo ha fatto. Il momento in cui richiedere la Testimonianza è ESATTAMENTE quando il cliente è al massimo del suo entusiasmo. E di solito è appena ha ricevuto o consumato il prodotto. Quindi… non aver timore, sii rapido! Lo

I 5 pericoli del NON delegare!

Blog del Mastino93

La maggior parte degli imprenditori nasconde un grandissimo difetto nella sua gestione del lavoro: l’incapacità di delegare i suoi compiti. Gli studi su questo argomento parlano molto chiaro: 8 imprenditori su 10 lavorano anche nei fine settimana, e quei pochi che si permettono una vacanza all’anno la passano per il 75% del tempo al lavoro, senza riuscire a godersi il momento. Questo succedere perché sei convinto che non sia possibile delegare nessun aspetto delle cose che fai tutti i giorni. Non lasci fare niente ad altri, e anche quando ti affidi a loro, controlli due volte quello che hanno fatto per essere sicuro che sia tutto in ordine. Il risultato? Notti insonni, una montagna di stress… e l’incapacità di arrivare al successo, perché troppo impegnato con compiti di tutti i giorni! Ma forse gli studi non sono abbastanza per dimostrarti l’importanza del delegare parte del tuo lavoro. E quindi… lascia che ti mostri cosa rischi, continuando a fare tutto da solo nella tua impresa. Oggi scoprirai i 5 pericoli nascosti dietro la tua incapacità di affidare il tuo lavoro ad altri, e il motivo per cui non delegare ti impedirà sempre di raggiungere il successo che meriti! Pericolo numero 1: non delegare ti porta al multitasking. Ho già parlato dei pericoli nascosti dietro il multitasking in QUESTO ARTICOLO. Continuando a non delegare buona parte delle cose che fai tutti i giorni, stai perdendo l’occasione di fare molto di più per la tua impresa. Bloccato tra il rispondere a tutte le mail che arrivano dai clienti e le chiamate ai fornitori, fai un errore dietro l’altro, e non riesci a dedicare a niente di quello che fai l’attenzione che merita. Avresti sicuramente già iniziato quel nuovo progetto, se non fossi perso tutti i giorni nella gestione delle piccole attività quotidiane. E sicuramente la tua azienda sarebbe molto diversa oggi se solo avessi cominciato a delegare anni fa quegli impegni che non fanno altro che rubare tempo ed energia ogni volta che arrivi al lavoro! Insomma, la verità è che fare tutto da soli non è la chiave per avere tutto sotto controllo, ma la ricetta per non arrivare mai dove desideri con la tua attività! Pericolo numero 2: fare da solo ti fa perdere soldi. Lo so, sembra un controsenso! Una parte di te è convinta che delegare sia uno spreco di denaro. Sei convinto che facendo tutto da solo riuscirai a risparmiare moltissimo, ed eviterai di buttare via i tuoi soldi… ma in realtà è esattamente il contrario! Dietro quel piccolo risparmio economico si nascondono decine di progetti che non sei riuscito ancora a realizzare. Il tempo che hai perso dietro a dei piccoli impegni, e l’energia che hai investito in cose che avresti potuto insegnare a qualcun altro si sono trasformate negli anni in una perdita economica invisibile e silenziosa. E la cosa peggiore è che non saprai mai quale sarebbe il fatturato della tua azienda oggi, se solo avessi già cominciato a delegare! Pericolo numero 3: se fai tutto da solo non puoi lavorare sulla visione. Ormai lo sai: la visione è una delle più importanti chiavi per il successo di un’azienda. Un imprenditore che desidera raggiungere grandi risultati deve saper vedere la sua attività tra 5,10 e 15 anni. Ma… come fai se sei costretto a occuparti degli impegni di tutti i giorni? Ogni mattina arrivi in ufficio, e invece di lavorare sulla visione sei costretto a occuparti delle piccole cose: le mail da mandare a tutti i clienti, i post da preparare per la tua pagina, i contatti con i tuoi fornitori. E in questo modo, invece di lavorare sul futuro della tua attività sei costretto a concentrarti sempre e solo sul presente! Un grande leader deve guidare la sua azienda con la forza della visione. E per farlo, l’unica chiave è delegare le cose meno importanti da fare a qualcun altro! Pericolo numero 4: se non deleghi togli valore alle tue ore. Un dipendente sa che ogni sua ora vale un certo numero di euro: va in ufficio, prende le ferie e vive tutta la sua vita lavorativa guidato da questa certezza. Ma un imprenditore non può ragionare così: le sue ore hanno un valore immenso, e per questo deve riuscirle a investire nel modo giusto per far decollare il suo fatturato! Continuando a non delegare abbassi il valore di ogni minuto che spendi in ufficio: invece di dedicarti a cose che portano ricchezza nella tua impresa, e valore nella tua vita, ti perdi dietro a cose che valgono poco e ti impediscono di crescere. Pericolo numero 5: non delegare è una scusa. Spesso siamo convinti di trovarci davanti a un limite inaffrontabile, quando in realtà siamo davanti a un problema che abbiamo creato nella nostra mente per giustificare una mancanza di cambiamento nella nostra vita. Quando si parla di delega, scuse e limiti autoimposti la fanno da padrone. Molti per esempio giustificano la mancanza di delega all’interno della loro azienda con una mancanza di fiducia: la paura che affidando parte del tuo lavoro a qualcuno l’azienda andrà peggio. Altri temono che formare una persona sia uno spreco di tempo ed energie che non possono permettersi, e in questo modo continuano a sprecare quelle stesse energie dietro a compiti che potrebbero tranquillamente affidare a qualcun altro. La verità è che non delegare è un meccanismo mentale tipico degli imprenditori, molto pericoloso se desideri raggiungere il successo per la tua impresa. Ricorda inoltre che esistono tanti, diversi modi per affidare a qualcun altro parte dei tuoi impegni giornalieri. Un esempio sono le automazioni! Chiamati anche CRM, grazie a questi programmi puoi delegare la gestione delle mail da inviare ai tuoi clienti, e essere sicuro di non fargli perdere neanche una delle tue comunicazioni! Proprio su questo argomento, sta per arrivare qualcosa di molto speciale in anteprima per gli iscritti alla nostra newsletter. Per non perdere la novità (e soprattutto neanche uno dei nostri articoli) non devi fare altro che CLICCARE QUI e iscriverti subito alla

Come automatizzare le vendite sul tuo e-commerce

come automatizzare le vendite del tuo e-commerce

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro, Ti ho parlato di e-commerce per un mese intero ma, come avrai intuito, l’argomento è vasto e richiede parecchie attenzioni. In questo momento, se hai seguito alla lettera i miei ultimi quattro articoli, hai un e-commerce funzionante ma ti starai chiedendo da dove iniziare per vendere il tuo primo prodotto online. Se speri che ti basterà attendere qualche giorno affinché uno sconosciuto effettui un acquisto sul tuo negozio online, purtroppo devo darti una cattiva notizia: non accadrà. Per ora non importa quanto sia bello, veloce e funzionale, semplicemente devi affiancare al tuo e-commerce altri strumenti per assicurarti venga visitato dagli utenti giusti al momento giusto. Fortunatamente, sul blog dei Sarti puoi trovare tantissime guide utili per affinare la tua Comunicazione Su Misura e comprendere come curare nel modo giusto tutti i canali attraverso cui promuovi la tua attività. La mia rubrica, nello specifico, si occupa di siti web, blog, e-commerce e automazioni. Si tratta di argomenti tecnici, ma ho promesso al Sarto di semplificare il più possibile per permettere a tutti gli imprenditori come te di masticarli. Mentre, ad es., sulla rubrica dell’Arciere troverai delle guide fenomenali per migliorare i tuoi annunci Facebook; sulla mia imparerai prima a comprendere la potenza incredibile delle automazioni e poi a come sfruttarle per automatizzare le vendite sul tuo e-commerce. Dico “incredibile” perché io stesso, prima di entrare in questo mondo, non riuscivo a credere a tutte le possibilità che le automazioni sono in grado di offrire. Implementarle nel tuo arsenale per comunicare sul web equivale a “dopare” il tuo business e correre più veloce della concorrenza senza stancarsi mai. Non mi credi? Allora afferra una tazza del tuo caffè preferito e leggi tutto l’articolo! Cosa diamine sono queste benedette automazioni? Spulciando un po’ la mia rubrica potresti imbatterti in qualche articolo in cui ho parlato di “risposte immediate”, “siti web con i superpoteri” e “Active Campaign”. Tutti questi termini si possono riassumere in un’unica parola che per te non dev’essere più soltanto una parola, bensì un obiettivo da raggiungere: Automazione. Per realizzare tante vendite online devi automatizzare la maggior parte dei processi aziendali che ti portano via più tempo. Comincia ora! Scrivi su un foglio tutte le cose che fai ogni giorno per la tua attività e che ti portano via più tempo. Fatto? Molto bene: tra qualche tempo dovrai smettere di farle! Devi trasformare tutti quegli orribili micro-task in processi automatici e lasciare che di quelle faccende si occupi qualcun altro. Nello specifico, quel qualcun altro è il tuo sito web, il tuo e-commerce, il tuo blog, il tuo Active Campaign. D’altronde il Sarto lo dice spesso: devi cambiare quello che sei e che fai ogni giorno per raggiungere risultati che finora non hai mai raggiunto. Ma c’è di più. Devi automatizzare anche il tuo e-commerce. Cosa significa automatizzare il tuo e-commerce? Ad es. non puoi pensare di chiedere manualmente a ogni cliente di effettuare una recensione sui tuoi prodotti in cambio di uno sconto sul prossimo acquisto, è un processo che devi automatizzare. Non puoi metterti a scrivere ogni volta una mail per avvertire gli utenti che è disponibile un nuovo prodotto sull’e-commerce, così come non puoi metterti a scrivere una mail di ringraziamento personalizzata ogni volta che viene acquistato un prodotto specifico. O meglio, potresti anche farlo, ma impazziresti nel giro di poche ore. Devi tassativamente automatizzare tutti questi processi e fare in modo che il tuo sito invii comunicazioni ai tuoi utenti autonomamente. Il punto non è soltanto che, così facendo, risparmierai una miriade di tempo, il punto è che queste comunicazioni devono arrivare agli utenti al momento giusto! Qual è il momento migliore per chiedere una recensione al tuo utente? Quando quest’ultimo riceve il tuo prodotto/servizio e lo utilizza per qualche giorno. Non puoi anticipare questo passaggio o ritardarlo troppo, convieni con me? Amazon ti invia una richiesta di recensione via mail non appena ricevi il prodotto, ci hai mai fatto caso? Bene: non c’è nessuna persona al lavoro dietro questo sistema. Non c’è un omino del customer care che ti invia una mail, è un processo automatizzato al 100%. Puoi farlo anche tu. Come? Con le automazioni. E come crei le automazioni? Con Active Campaign. Che cos’è Active Campaign e perché tu e il tuo e-commerce ne avete bisogno? Active Campaign è un software che si integra alla perfezione con WordPress e WooCommerce. Al suo interno potrai registrare tutti i nominativi dei tuoi clienti e tutte le informazioni che ti interessano: indirizzo email, numero di telefono, indirizzo fisico, data di compleanno. Più informazioni sui tuoi clienti riesci a raccogliere e più possibilità hai di realizzare una comunicazione mirata, in grado di vendere qualsiasi cosa al prezzo che decidi tu. Forse ti starai chiedendo: “Scusami Fabbro, ma se devo aggiungere uno per uno i miei contatti su Active Campaign non mi ci vorrà un’infinità di tempo?” E infatti non dovresti farlo tu, ma il tuo e-commerce! Mi spiego meglio. Ogni volta che un utente effettua un acquisto sul tuo e-commerce, WooCommerce immagazzina tantissimi dati, tra cui: nome dell’utente; cognome dell’utente; indirizzo email dell’utente; numero di telefono dell’utente; indirizzo di fatturazione dell’utente (via, numero civico, città, provincia, CAP, nazione); i nomi dei prodotti acquistati; il valore in euro (o qualsiasi altra valuta in cui ti fai pagare) della transazione; l’orario in cui è stato effettuato l’acquisto; la data in cui è stato effettuato l’acquisto; l’indirizzo IP della persona che ha effettuato l’acquisto; il browser che l’utente ha utilizzato per navigare sul tuo sito ed effettuare l’acquisto. Come avrai notato, si tratta di una miriade di dati! Converrai con me che, se WooCommerce raccoglie già questi dati, è stupido tu vada a copiarli da lì e li inserisca all’interno di Active Campaign. E infatti non ce n’è bisogno. Una volta collegato WooCommerce ad Active Campaign, troverai tutti questi dati già all’interno del software. Ma Active Campaign non è solo questo (che già non è poco), è anche lo strumento di invio mail

L’inventario delle sponsorizzate – Volume VI

Blog Arciere43

Eccoci di nuovo qui per l’appuntamento mensile con l’inventario delle sponsorizzate. Un’occasione preziosa per osservare la comunicazione di altre aziende, per trovare strategie da applicare nella tua azienda e attirare fiumi di clienti nella tua attività! Al contrario delle sponsorizzate delle scorso mese (che puoi recuperare CLICCANDO QUI), oggi parliamo di sponsorizzate non particolarmente efficaci. Seguimi con attenzione per scoprire gli errori da evitare per rendere efficace le tue sponsorizzate, e soprattutto per non gettare al vento i soldi che investi sui social! Cominciamo pure dal primo annuncio, arrivato dal Sarto in Persona. L’immagine parla chiaro: l’abbiamo raccolta a inizio mese, nel pieno boom di Sanremo. L’obiettivo dell’inserzione è cercare di ottenere nuovi follower e generare interazione sotto il post, e il testo invita proprio a fare questo, commentando in diretta il festival insieme all’azienda. Faccio una piccola parentesi sull’argomento “post a tema”. Generalmente, a meno che tu non sia un’azienda di un settore collegato a un certo evento, fare questo tipo di inserzioni ti porterà zero risultati. Mi spiego meglio: una sponsorizzata di un fioraio a San Valentino o per la festa delle donne è perfetta, così come quella di una cioccolateria a Pasqua e Natale, o di uno stabilimento balneare a Ferragosto. Questo perché il prodotto che vendono è collegato a una festa particolare, e quindi ha senso parlarne nella loro pagina. Spesso e volentieri durante eventi tipo Sanremo le grandi aziende fanno in modo di essere presenti per il loro pubblico, creando post e sponsorizzate a tema per aumentare la loro visibilità. Forse anche tu hai pensato di fare la stessa cosa per la tua attività, ma te lo sconsiglio. Perché un’azienda molto grande, con migliaia di utenti iscritti alla sua pagina, punta a ottenere visibilità. Per questo otterrà un grande vantaggio da che seguono la moda del momento. Ma questo obiettivo è molto diverso da quello di una piccola azienda locale con poche centinaia di persone interessate al suo prodotto, che ha come obiettivo quello di trasformare i suoi clienti in fan sfegatati della sua impresa! Insomma, il mio consiglio è di lasciare i post a tema alle grandi aziende… e concentrarti sulla perfetta Comunicazione su Misura per i tuoi clienti. E ora torniamo alla sponsorizzata. Buona immagine, testo corto e immediato. Fino a qui veramente niente da dire! A livello di sponsorizzata invece, andiamo a vedere! Il primo fattore è l’interesse, che si concentra sulle persone che amano le bevande alcoliche. Si tratta di un interesse specifico, che non rientra sicuramente tra quelli del Sarto! Ma probabilmente l’algoritmo ha elaborato nel modo sbagliato alcuni interessi, facendo finire questa sponsorizzata nella sua bacheca. Bene l’età del pubblico e la nazionalità, con un piccolo dettaglio interessante. In teoria, l’interesse dell’azienda sarebbe potuto essere dai 18 anni in su, l’età legale per bere alcolici in Italia. Ma chi si occupa delle sponsorizzate di questa azienda ha sicuramente scelto di cambiare l’età in base a 3 fattori specifici: L’età media dei suoi consumatori L’età media degli spettatori di Sanremo Il fatto che in generale su Facebook c’è un risultato maggiore quando lavori con un pubblico dai 25 anni in su (un piccolo segreto che ti lascio rubare dalla mia faretra…) Un’attenzione al dettaglio che sicuramente è da prendere da esempio anche per le sponsorizzate della tua attività! In sintesi questa è una buona sponsorizzata, ma rivolta alla persona sbagliata. In questo caso una maggiore attenzione agli interessi dei Clienti su Misura dell’azienda avrebbe portato a migliori risultati! Ma passiamo alla seconda sponsorizzata di oggi! Come ho già detto poco fa, questo è un buon tipo di post per una pasticceria durante il periodo di San Valentino. E quando si parla di cibo, scegliere un video è sicuramente la scelta migliore per incuriosire il cliente: non c’è nulla di meglio di accompagnare un testo scritto con cura a un video che farebbe venire l’acquolina in bocca a qualsiasi fan dei pistacchi! Andando sulla targetizzazione però…ho visto una cosa che non mi è piaciuta. Oltre alle indicazioni molto generiche lasciate dall’azienda, ho notato un errore che ha sicuramente rovinato la potenza di questa inserzione. Perché tra le caratteristiche per individuare il pubblico non è stato preso in considerazione lo stato sentimentale dei potenziali clienti? Magari una persona che si è appena lasciata non sarebbe molto felice di vedere questa inserzione. O un single incallito, o semplicemente una persona che non vuole avere nessuna relazione in questo momento. Inserendo tra gli interessi del pubblico una maggiore attenzione allo stato sentimentale dei suoi clienti sicuramente questa azienda avrebbe ottenuto un miglior risultato per ogni centesimo speso nelle sue sponsorizzate, invece di sprecare la sua occasione di distinguersi con i clienti più interessati ai suoi prodotti. Passiamo ora alla penultima sponsorizzata di oggi. In questo caso l’azienda ha scelto di parlare delle vendite fatte a San Valentino, e non del suo prodotto. In teoria è una buona strategia, che fa incuriosire il pubblico e gli fa scoprire di più sull’azienda. Un piccolo dettaglio, che però può rendere l’esperienza del cliente molto più immersiva. Ma qui iniziano i primi errori: la foto usata nel post mostra poco e niente dell’azienda, e anche il testo della sponsorizzata non è costruito in modo a coinvolgere chi sta leggendo. Per le impostazioni della campagna, invece, come puoi vedere sono molto generiche, simili a quelle della sponsorizzata che abbiamo visto prima. Ma se nel primo caso il contenuto del video era chiaro, e il testo cristallino, qui immagine e testo peggiorano le cose: non si capisce bene che cosa venda esattamente questa azienda, dove lo faccia e soprattutto il motivo per cui il cliente avrebbe dovuto scegliere loro e non altre aziende del settore! Insomma, una comunicazione poco efficace… e un’azienda che non riesce a fare centro. E ora passiamo all’ultima sponsorizzata di questo mese! Qui ci sono diversi errori già dalla prima occhiata. Stendiamo un velo pietoso sul testo, che è semplicemente una frase standard offerta da Facebook prima di scrivere la tua sponsorizzata. L’immagine è decisamente

Trasforma le tue parole in soldi 24 – Sette punti per la testimonianza perfetta (e tre perché sia credibile)

Blog del Modellista33

Quanto vale una testimonianza di un tuo cliente? Come deve essere fatta per essere redditizia? Come puoi usarla per trasformarla in ALTRI clienti? E, soprattutto, che c’entra tutto questo con la Scrittura Persuasiva?   A queste e ad altre domande darò risposta in questo articolo: te lo avevo promesso, no?   Due settimane fa, in QUESTO ARTICOLO ti ho introdotto l’argomento Testimonianze come Elemento di Prova. Quando ti approcci a questo argomento in maniera professionale, è importante che tu abbia una consapevolezza: le Testimonianze non sono “una cosa in più”. Sono fondamentali per il tuo lavoro! Non un appagamento del tuo ego (che non ti serve a un granché, tranne a sentire una soddisfazione momentanea), ma uno strumento POTENTISSIMO per dimostrare al tuo potenziale cliente che farà molto bene ad acquistare il tuo prodotto o servizio. Questo vuol dire che ogni Testimonianza può essere una vera miniera d’oro. Un moltiplicatore per il tuo fatturato. Tuttavia… Non basta la teoria! Oggi, infatti, non mi limiterò a questo, ma scenderemo assieme nella parte più pratica. Quindi, rimboccati le maniche e imbraccia carta e penna: stai per scoprire come moltiplicare i tuoi incassi grazie ai tuoi clienti soddisfatti!   Ricordati che nessuno si fida delle tue parole. Quando tu descrivi i vantaggi del tuo prodotto o servizio, non sei credibile. Ma quando lo fanno i tuoi clienti? Quando è un cliente soddisfatto a dire a tutti che hai ragione tu? Meglio, no? Eppure… Una testimonianza mal fatta può addirittura fare l’effetto contrario! È per questo che scrivo questo articolo: è consapevolezza comune che le buone recensioni sono un buon biglietto da visita. Ma ciò che invece non viene fatto quasi mai è trattare le Testimonianze per quello che sono: non semplici effetti del tuo essere “di qualità”, ma strumenti di una strategia ben più ampia. Trattare le testimonianze come un numerino che deve semplicemente crescere per far vedere a tutti che sei bravo non ti metterà in condizione di non temere la concorrenza. E concentrarti sulla “gara di recensioni” che fanno in molti non sarà mai la strategia perfetta per non far arenare ogni tuo sogno di successi e gloria. Capisci? Devo metterti in guardia!   Voglio tutta la tua attenzione: avere le Testimonianze dei tuoi clienti è tutt’altro che facile. Non sprecare energie e tempo (e denaro!) per un obiettivo secondario. Prima di pensare al numero di recensioni… concentrati su avere Testimonianze perfette e usale per aumentare le tue vendite! Come fare, allora, ad avere una Testimonianza che funga da Elemento di Prova e ti faccia moltiplicare le vendite? Prima di tutto, sappi che le famose “5 stelle” su tripadvisor fanno solo numero. Le recensione del tipo “sono stato benissimo, personale cordiale” non hanno un gran valore. Perché una Testimonianza abbia il potere di renderti ricco, deve essere fatta in un modo ben preciso. E se ora stai pensando “ma la fanno i miei clienti, che posso farci io?” ti stai sbagliando di grosso. È TUO compito educare i tuoi clienti e fare in modo che le loro Testimonianze siano efficaci! (ma io ti spiegherò come fare)   SETTE PUNTI PER UNA TESTIMONIANZA PERFETTA Intanto il formato: sicuramente puoi utilizzare in tanti modi una Testimonianza scritta, ma averla in versione video aumenterà la sua efficacia. Il testo – le parole che vengono utilizzate e gli argomenti trattati – sono di vitale importanza, ma se ci aggiungi un volto reale e una voce che parla l’effetto è sicuramente potenziato! In tutti i modi, che la testimonianza sia scritta o video, ecco l’elenco di ciò che deve assolutamente contenere: Nome e cognome del cliente. Per intero! Non quelle cose come “Umberto M.!”. Il nome intero sta a dire: io sono questa persona e non ho alcun motivo di nascondere che sono soddisfatto dell’azienda da cui ho comprato! Qui è anche ottimo se il tuo cliente dichiara la sua età e eventuali altri suoi dati personali. Il volto: che sia in video o in foto. Vale come nel punto 1: se non mi va di mostrarmi mentre elogio l’azienda, forse non sono così soddisfatto. Il luogo di provenienza: dire il nome della città in cui si abita aiuta nel percepire la testimonianza come reale e verificabile. Il proprio lavoro: che tu sia nel commercio verso privati o che tu venda ad aziende, sempre meglio che la tua testimonianza contenga il lavoro del tuo cliente. Aiuta, nel primo caso, a rendere più “reale” la persona che parla e permette a chi legge di sentirsi “simile”. Nel secondo caso, invece, è ancora più forte: è come dire al lettore “puoi cercarmi, chiamarmi, sai chi sono e non temo di darti conferma delle mie parole”. (spoiler: sono veramente pochissime le persone che chiameranno davvero chi ha lasciato la testimonianza. In tutta l’esperienza dei Sarti del Web, sia per la nostra azienda che per tutti i nostri clienti, è successo una volta sola) Come ti ha conosciuto: il racconto di come il tuo cliente ti ha raggiunto e scelto permette al lettore di immedesimarsi. Qui è molto importante che la Testimonianza metta in evidenza l’indecisione, lo scetticismo, la scarsa fiducia iniziale: tutti questi elementi contribuiscono a far sentire il lettore “simile” al tuo cliente e far accrescere la sua fiducia. Come è cambiata la sua vita dopo l’acquisto: qualunque sia il tuo prodotto o servizio, la Testimonianza deve mettere in evidenza il passaggio prima-dopo. Questo è un buon punto in cui il tuo cliente può attaccare la tua concorrenza, mettendo in risalto le tue unicità, in cosa tu sei diverso. A chi consiglierebbe la tua azienda: non sottovalutare questo passaggio! Troppe volte ho sentito dire: ma se uno si trova bene è ovvio che consiglia la mia azienda! Ma questo punto della Testimonianza è fondamentale per qualificare il tuo potenziale cliente… facendolo fare a chi da te ha già acquistato! Per farti un esempio, se nella tua testimonianza il tuo cliente dice “lo consiglio a tutti” non ha molta efficacia. Ma se dice “lo consiglio a tutti quelli

4 scomode verità sulle abitudini!

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Il cervello umano è da sempre oggetto di studi. Buona parte dei suoi funzionamenti sono ancora sconosciuti, altri non sono completamente chiari. Insomma, è una macchina apparentemente complessa… che però nasconde alla base un unico obiettivo: farci risparmiare energia. Come molti dei meccanismi che ci guidano ogni giorno, anche questo è di origine primitiva: risparmiare energie significa non stancarsi, e non stancarsi significa vivere più a lungo. E per questo il cervello ci spiana la strada attraverso le attività quotidiane, attivando quelle che noi chiamiamo abitudini, vale dire le cose che facciamo in automatico tutti i giorni. Le abitudini possono essere un alleato prezioso per il successo della tua azienda, in grado di rivoluzionare il tuo modo di gestire il lavoro. Ma cambiare abitudini non è facile, e ci sono 4 problemi che la maggior parte delle persone ignora quando decide di portare un cambiamento nella sua vita… E oggi scoprirai come evitarli! Nell’articolo di questa settimana troverai 4 verità scomode dietro le abitudini, che devi conoscere per creare meccanismi di successo nella tua vita e nella tua azienda!   Verità scomoda numero 1: creare un’abitudine richiede tempo. Negli anni ’50 il chirurgo Maxwell Maltz, specializzato in chirurgia plastica facciale, nota una caratteristica comune a tutti i suoi pazienti. Indipendentemente dal tipo di operazione subita, le persone che si erano sottoposte a un intervento presso il suo studio avevano bisogno di circa 21 giorni prima di abituarsi al loro nuovo viso. Presto dallo studio di Maltz sono nate analisi di altri scienziati ed esperti di medicina, e tutti hanno rilevato la stessa cosa: il cervello trasforma un’azione in abitudine solo quando questa viene ripetuta per un periodo relativamente lungo senza interruzioni. Perché te lo racconto? Semplice: perché spesso quando aggiungi una nuova abitudine alla tua vita, ti aspetti che il meccanismo che la renderà un gesto automatico si attiverà in una settimana, o peggio ancora in 3 giorni. Non funziona così: se vuoi inserire una nuova abitudine nella tua vita lavorativa per raggiungere il successo preparati a lottare con la tua mente per circa 3 settimane prima di vedere qualche risultato e usare quell’abitudine per raggiungere i tuoi obiettivi! Verità numero scomoda numero 2: un’abitudine è un piccolo gesto. Se ti chiedo quali sono le abitudini che hai ogni giorno, a cosa pensi? Sicuramente a cose piccole: quel caffè che bevi tutti i giorni alle 14, la lettura di un capitolo di un buon libro prima di andare a dormire. Insomma: le abitudini sono un piccolo movimento meccanico. Ma molti imprenditori ignorano la cosa, e si convincono di poter portare un enorme cambiamento nella loro azienda dall’oggi al domani. Quindi si svegliano un giorno carichi di buoni propositi: cambiano l’intero sistema di gestione del loro database senza preavviso, scelgono di svegliarsi alle 4 di mattina e decidono di restare in ufficio fino alle 20… tutto contemporaneamente. Questa è la ricetta per il disastro: quelli che ho appena descritto sono giganteschi cambiamenti, che non puoi pensare di gestire senza problemi dall’oggi al domani. Per essere efficace, l’abitudine deve nascere come un piccolo cambiamento sostenibile nel tempo: scegli il primo passo da cui partire, e inizia a goderti lentamente la scalata che ti porterà verso il successo! Verità numero scomoda numero 3: la motivazione non basta per creare una nuova abitudine. Parlo spesso di motivazione e ambizione all’interno della mia rubrica, e il motivo per cui lo faccio è semplice: sono motori potentissimi per guidare il tuo progetto, e soprattutto per spingerti a uscire dalla tua zona di comfort e provare qualcosa di nuovo. Ma quando si parla di nuove abitudini, la motivazione non basta. Per avere successo un’abitudine deve essere praticata costantemente e ininterrottamente per un certo periodo di tempo, altrimenti resterà qualcosa di complicato da portare avanti, e invece di aiutarti nel successo diventerà un ostacolo. Un’abitudine di successo passa attraverso la disciplina: un meccanismo che ti porta a trovare la forza necessaria per fare qualcosa anche quando sei completamente demotivato. La motivazione è il motore fondamentale per iniziare a fare qualcosa di nuovo, ma sarà la disciplina a darti la possibilità di trasformare un semplice gesto in un’abitudine di successo. Verità numero 4: un’abitudine può cambiare completamente la tua vita. Ma sei tu a decidere in che modo! La cosa meravigliosa è che un’abitudine fa fatica ad andare via. La cosa terribile è che… un’abitudine fa fatica ad andare via! Pensaci bene: tutti abbiamo abitudini che ci aiutano a essere più produttivi e riuscire a lavorare meglio, ma anche delle cose che facciamo tutti i giorni che ci rallentano o rovinano parte delle nostre giornate. Non c’è nulla di male: non puoi avere il controllo su tutto, e ci sarà sempre qualcosa nella tua vita che non sarà completamente perfetto. Ma come imprenditore, devi scegliere con estrema attenzione le abitudini da coltivare e quelle che devi eliminare dalla tua giornata. Stai scegliendo le armi con cui affrontare la battaglia del mercato, e in un mercato dove la concorrenza è pronta ad attaccarti in ogni angolo non puoi permetterti errori. Il tuo modo di gestire le tue ore di lavoro ti permetterà di affilare la tua produttività. La costanza con cui aggiornerai i tuoi social sarà il segreto per attirare a te i clienti e trasformarli in fan della tua azienda. La decisione di creare video diventerà cruciale per distinguerti dalla concorrenza e diventare il leader del tuo settore. Insomma: scegli quali abitudini coltivare per raggiungere il successo che desideri. Preparati ad applicare questo gesto nella tua vita con costanza fino a quando non sarà automatico, e sfrutta la disciplina per essere sempre motivato ad andare avanti e raggiungere i risultati che meriti! Un’ottima abitudine per esempio è quella di leggere costantemente contenuti di valore. E se non sai da dove cominciare, ecco 2 suggerimenti preziosi per la tua azienda! Il primo è Comunicazione su Misura – La strategia digitale che porta la tua azienda al successo, il secondo libro del Sarto del Web. CLICCA QUI per mettere subito

Tutto l’occorrente per il tuo primo e-commerce – parte 4

tutto loccorrente per il tuo primo ecommerce parte 4

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro, Questa è la quarta parte di un articolo più ampio. Se stai cercando la prima parte introduttiva puoi raggiungerla facendo click qui. Se invece ti fossi persa/o la terza parte, pubblicata la scorsa settimana, puoi rimediare subito facendo click qui. Hai messo in pratica tutto quello che ti avevo mostrato nell’ultima guida? Ottimo lavoro! Sei sulla buona strada e stai per completare la configurazione iniziale del tuo e-commerce. Mancano ancora pochi passaggi e il tuo e-commerce sarà pronto ad andare online e vendere. Dopo aver messo a posto le 4 pagine create automaticamente da WooCommerce è tempo finalmente di caricare sul sito tutti i prodotti che vuoi mettere in vendita. Sto per mostrarti come organizzare i tuoi prodotti e assicurarti che la navigazione del catalogo sul tuo e-commerce sia più chiara possibile. Are you ready? Allora afferra una tazza del tuo caffè preferito e iniziamo! Come organizzare i prodotti del tuo e-commerce WooCommerce ti permette di organizzare i tuoi prodotti in categorie, proprio come gli articoli di blog su WordPress. Se hai tanti prodotti da mettere in vendita sull’e-commerce potresti aver bisogno di gestire tutto con l’ausilio di macrocategorie e sottocategorie. Spostati sulla voce di menù “Prodotti” e poi su “Categorie”. Verrai reindirizzata/o all’interno di una schermata in cui potrai creare tutte le categorie che ti servono. Mi raccomando: crea tutte le categorie del tuo negozio online prima di inserire i prodotti. In questo modo, potrai assegnarle ai tuoi prodotti man mano che li aggiungi. Puoi crearle anche dopo, ma ti assicuro che sarà un procedimento molto più lungo e doloroso. Durante la creazione della tua prima categoria ti imbatterai nelle voci “Slug” e “Categoria genitore”. Che roba è? Slug Lo slug non è altro che l’URL che WooCommerce assocerà alla categoria. Ti faccio un esempio: se crei il prodotto “Scarpe da Tennis” e lo inserisci nella categoria “Scarpe”, l’URL del prodotto in questione sarà “nomedeldominiodelsito.it/slug/scarpe-da-tennis”. Quindi se assegni lo slug “scarpe” alla categoria “Scarpe”, l’URL sarà equivalente a “nomedeldominiodelsito.it/scarpe/scarpe-da-tennis. Invece, se alla categoria “Scarpe” associ lo slug “w il fabbro del web”, l’URL del prodotto si modificherà in “nomedeldominiodelsito.it/w-il-fabbro-del-web/scarpe-da-tennis”, che non va bene. Perciò, se vuoi dimostrare dell’affetto per me, fallo in un altro modo. Scherzi a parte, scegli i tuoi slug con criterio. Nota che gli spazi all’interno dello slug verranno trasformati automaticamente in trattini. Se ad es. scrivi nella casella slug “Scarpe da trekking” si modificherà in “scarpe-da-trekking”. Cosa succede invece se lasci vuoto il campo slug? In questo caso WordPress lo trasformerà direttamente nel nome della categoria. In poche parole, non c’è bisogno che scrivi gli slug se non vuoi che siano diversi dal nome della categoria. Categoria genitore In WooCommerce una categoria genitore equivale a una macro-categoria. Torniamo all’esempio delle scarpe e facciamo finta che tu abbia creato le due categorie “Scarpe” e “Scarpe da tennis”. In questo caso la soluzione migliore di organizzare le due categorie è fare in modo che “Scarpe” sia genitore di “Scarpe da tennis”. Di conseguenza, se stai creando una categoria genitore e hai intenzione di assegnarle delle sotto-categorie come “Scarpe da tennis”, lascia vuota la selezione “Categoria genitore”. Lo so, sembra un po’ controintuitivo, però il programma ti sta formulando la seguente domanda: “La categoria che stai creando ha una categoria genitore? Se sì, qual è?” Quindi, una volta creata la categoria che poi diventerà genitore, passa alla creazione delle relative sotto-categorie e assegnale come genitore la macro-categoria selezionandola dal menù a tendina. È proprio vero: la scritta “Categoria genitore” e la descrizione in basso con l’accenno al jazz e al bebop che WooCommerce ti mostra sono ambigue e ti sta venendo voglia di prendere il martello e spaccare il pc, però non farlo! Ti assicuro che dopo aver creato 3 o 4 categorie diventerà tutto più semplice e non ci farai più caso, credimi. Per non sbagliare ti basta seguire quest’ordine: crea prima la categoria genitore, ovvero la macro-categoria; dopo crea le sotto-categorie utilizzando l’opzione “Categoria genitore” e assegna la macro-categoria. Se hai ancora qualche dubbio scrivimi nei commenti e ti darò una mano! Prodotti semplici e variabili Conosci la differenza tra un prodotto semplice e un prodotto variabile? Il prodotto semplice tivvibì, quello variabile un po’ meno, nel senso che è più difficile da impostare, ma don’t panic. Un prodotto variabile è un prodotto che, ad es., può avere più di un colore, più di una taglia o più di un formato. Anche in questo caso l’esempio delle scarpe da tennis è calzante (questa battuta era pessima, perdonami!): un paio di scarpe da tennis può essere di colore blu o bianco e avere dimensioni diverse. In questo caso sarebbe inutile creare due prodotti, uno chiamato “Scarpe da tennis blu 42” e uno chiamato “Scarpe da tennis bianche 38”. La soluzione migliore è creare un prodotto variabile. Come si fa? Crea un nuovo prodotto e seleziona dal menù a tendina la voce “Prodotto variabile”. Apri la scheda degli attributi che trovi a sinistra e scrivi “Colore | Taglia”. In questo modo specifichi a WooCommerce che le scarpe possono avere colori e taglie differenti. Come mai si usa il simbolo “|” per separare gli attributi? Boh, però funziona così, perciò usalo per separare i vari attributi. Per digitare quel simbolo sulla tastiera devi schiacciare il tasto MAIUSC e, contemporaneamente, il tasto a sinistra rispetto all’1 (non l’1 sul tastierino numerico, quello in alto a sinistra). Una volta creati gli attributi dovrai riempirli, e cioè indicare che i colori disponibili sono blu e bianco, mentre le taglie disponibili sono 38 e 42. Spostati quindi sulla voce “Variazioni” e crea una variazione per ogni combinazione di colore/taglia. Potresti avere a disposizione, ad es., delle scarpe blu di taglia 42, ma non delle scarpe blu taglia 38. Comunque sia, aggiungi tutte le variazioni di cui hai bisogno e, una volta pubblicato il prodotto, visitalo dalla pagina “Negozio” del tuo sito. Aprilo e noterai che sopra al bottone di acquisto compariranno due menù a tendina,

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