Come salvare il tuo sito da un errore critico

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro, In tanti anni che realizzo siti web “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”. Oggi voglio parlarti in particolare di un problema tecnico che si può verificare sul tuo sito WordPress tra i più spaventosi: l’ ERRORE CRITICO La prima volta che ho avuto la spiacevole esperienza di incontrarne uno mi sono letteralmente lasciato prendere dal panico. Poi però ho capito come sbarazzarmene in poco tempo grazie ad un metodo infallibile e addirittura come poterlo evitare una volta per tutte. Devi sapere che in verità i problemi tecnici relativi ai siti WordPress sono tutti spaventosi, però l’errore critico di cui ti parlo oggi è sicuramente uno di quelli in cui puoi imbatterti più spesso. Ma niente paura: ti assicuro che grazie a questa guida riuscirai a domarlo alla perfezione e/o ad evitarlo una volta per tutte. È arrivato il momento di afferrare una tazza del tuo caffè preferito: partiamo! Che cos’è l’errore critico? L’errore critico esiste da tantissimi anni, soltanto che dalla versione 5.2 di WordPress in poi è diventato un po’ più carino. Lascia che mi spieghi meglio e capirai… Torniamo indietro di qualche anno. A quei tempi stavo lavorando su un sito web e tutto procedeva normalmente, quando un bel giorno mi sono svegliato, mi sono collegato al pannello di amministrazione WordPress e ho visto per la prima volta il… WHITE SCREEN OF DEATH. Tradotto in italiano, “la schermata bianca della morte”. E a quel punto mi è addirittura caduta a terra la tazzina con dentro il mio caffè preferito. A me! Ho provato a ricaricare la pagina ma niente: la luminosità del bianco totale mi ha fatto sanguinare gli occhi, ancora sensibili al mattino presto, e tremare di angoscia. Dove diavolo era sparito il mio sito all’improvviso? Poi, spinto da una buona dose di coraggio (e armato di un altro caffè, che finalmente iniziava ad avere effetto), ho effettuato l’accesso sul pannello del mio hosting, sperando di capirci qualcosa di più. Sono entrato nel file manager e, sorprendentemente, tutti i file e le cartelle del sito erano lì. Tutto sembrava al suo posto, così ho tratto un sospiro di sollievo e mi sono detto: “attendo una decina di minuti e provo di nuovo a collegarmi al sito, magari è un problema di internet o qualcos’altro che si metterà a posto da solo. Nel frattempo metto su un altro caffè (il terzo, anche se il primo giaceva ancora sul pavimento). Quando torno al pc e schiaccio il tasto “ricarica” del browser la schermata bianca era ancora lì. Cosa diavolo stava succedendo? Dopo aver fatto delle ricerche su Google ho scoperto che la community chiamava quella schermata the white screen of death e che era uno scenario piuttosto comune, così non mi sono perso d’animo e alla fine sono riuscito a cavarmene fuori. E ora ti racconto come! Oggi the white screen of death non esiste più, o meglio si chiama “errore critico”. Dalla versione 5.2 di WordPress in poi, infatti, al suo posto trovi questa schermata con su scritto “Si è verificato un errore critico sul tuo sito web. Controlla la casella di posta dell’amministratore del sito per istruzioni. Scopri di più riguardo al debug in WordPress”. I problemi che causavano la schermata bianca sul mio vecchio sito sono gli stessi che oggi possono causare un errore critico, soltanto che adesso hai la possibilità di ricevere un’email dal sistema che ti aiuta ad identificarli. Però fai attenzione: non è comunque tutto rosa e fiori. È risaputo che la maggior parte dei siti WordPress non riesce a inviare email di sistema. Se questo è il tuo caso, don’t panic e continua a leggere l’articolo. Cosa causa un errore critico sul sito? L’errore critico di WordPress spesso è causato da un plugin difettoso, uno script o un blocco di codice che gli impedisce di eseguire le sue funzioni normalmente. In pratica il sito non riesce a eseguire i suoi file finché non risolvi questo inconveniente tecnico. Spesso però tale errore può essere generato anche da un conflitto di plugin. Due o più plugin, infatti, possono entrare in conflitto e far smettere di funzionare il tuo sito. Ma cosa origina questi conflitti tra plugin? Ogni plugin è composto da file e cartelle e all’interno di questi c’è del codice. Può capitare che il codice di due plugin diversi vada a modificare la stessa funzione di WordPress. A quel punto il sito web va in pappa perché se esegue le istruzioni del primo plugin poi non riesce a fare lo stesso con il secondo o viceversa. Ecco, questo è un conflitto tra plugin. Per semplificarti il concetto ancora di più ti faccio un esempio scemo: sei a casa tua con due amici e uno ti dice “accendi la moka del caffè”, mentre l’altro contemporaneamente ti dice “non accendere la moka del caffè”, tu cosa fai? Ti blocchi un attimo, no? Entrambi questi imperativi riguardano la moka del caffè, quindi una delle due azioni che puoi compiere nega l’altra. In pratica è come se WordPress accendesse la moka e poi non potesse più “non accenderla”, e quindi va in errore critico. Pensa che a volte può addirittura succedere che hai due o più plugin sul tuo sito che vanno d’amore e d’accordo, ne aggiorni uno e… voilà! Errore critico. È normalissimo: semplicemente i programmatori potrebbero aver aggiunto o modificato una funzionalità di quel plugin e questo è andato in conflitto con uno con cui andava d’accordo fino a quel momento. “Ok Fabbro, mi stai dicendo che devo evitare di installare i plugin sul mio sito perché possono spaccarmelo da un momento all’altro?” Assolutamente no. I plugin sono fondamentali per personalizzare il tuo sito e implementare funzioni utili per te e per i tuoi visitatori. Quello che devi fare è capire come poterti sbarazzare di questo problema quando si presenta! E poi non è solo colpa dei plugin; spesso anche un tema scadente può causare lo stesso errore. Proprio così. I
Come rendere Unica la tua Azienda sul Mercato!

Il Cliente si ricorda di te? Ama quello che fai e ti porta altri Clienti? Oppure ti tradisce con la concorrenza? E tu cosa hai intenzione di fare per migliorare la situazione? Quel genio indiscusso di Anna Wintour ha detto: “Crea il tuo stile. Lascia che sia unico e immediatamente riconoscibile” Se pensi che questo consiglio si debba applicare esclusivamente al mondo della moda ricrediti in fretta! Ne hai un bisogno disperato! Tu e la tua azienda siete nel bel mezzo della battaglia dei prezzi, seppelliti in fondo al pozzo dell’indifferenza e se vuoi uscirne devi cambiare atteggiamento. Fra il prodotto o servizio meraviglioso che fornisci ed il tuo cliente c’è un vuoto, non lo hai mai visto ma c’è! E solo la Comunicazione Online può colmarlo! Oppure puoi limitarti a fare sconti e ad accontentare tutti, anche il minimo capriccio, ma lo sai che se scegli questa strada, prima o poi esplodi… Oggi affrontiamo il terzo ed ultimo episodio di questa analisi approfondita su come trovare la tua Unicità per poi rompere il mercato! La mente del tuo potenziale cliente tende a infilarti in una categoria accanto alla concorrenza ma non glielo puoi permettere, è la morte del fatturato. Devi prestare la massima attenzione al margine di ogni tua vendita ed il primo strumento che devi utilizzare è senza dubbio l’Unicità. Solo se siamo unici possiamo chiedere il prezzo che vogliamo, essere ricordati facilmente e attirare i migliori clienti con più facilità. Vediamo quindi gli ultimo 4 passi per scovare la tua qualità unica ed irripetibile… applicali e da domani il tuo modo di fare impresa non sarà più lo stesso! Ne ho parlato in questo video… I Social sono un’enorme opportunità per tutte le piccole e medie imprese che vogliono lasciare il segno e raggiungere i propri obiettivi. Con la Comunicazione Online anche un’azienda che non dispone di enormi capitali può crearsi un canale per attirare clienti ed aumentare costantemente il proprio fatturato! Vai su www.isartidelweb.it/newsletter e iscriviti! Ti invieremo ogni settimana i consigli più utili per comprendere come il digitale può farti arrivare là dove hai sempre desiderato essere. Detto questo, procediamo con l’articolo di oggi che è l’ultima di una serie di tre: gli altri due sono: Se rendi DIFFERENTE la tua Azienda, vendi di più! e Se rendi la tua Azienda UNICA, vendi molto di più! Se non li hai ancora letti, appena finito questo articolo corri a rimediare perché sono vitali per chiudere il cerchio e capire al meglio l’argomento di oggi. Abbiamo già visto i primi 3 passi del percorso che ti permetterà di tirare fuori l’Unicità della tua azienda per fatturare come mai prima d’ora, facciamo un breve riassunto prima di proseguire: Il primo Passo è conosci perfettamente i problemi del mercato, qualunque cosa tu venda, prodotto o servizio che sia, il tuo Cliente lo acquista per risolvere un suo problema, quindi per iniziare questo viaggio devi assolutamente capire quali sono i problemi che vuoi e devi risolvere per poter chiedere più soldi! Il secondo passo è controlla la concorrenza! Il contesto in cui ti muovi è importantissimo per vendere perché è il mare in cui nuota il tuo cliente. Quindi impara a disegnare la griglia di posizionamento e trova il luogo più adatto dove posizionarti. E mi raccomando! Ricorda che il contesto muta in continuazione quindi applicati più e più volte nel tempo. Il terzo passo è Non dire quello che gli altri dicono. Usare i termini che la concorrenza usa, i mezzi, le stesse strategie è un biglietto di sola andata per il dimenticatoio, per il frullatore che ogni potenziale cliente ha in testa e usa inconsciamente per trasformarti in una melma irriconoscibile. A inizio articolo ho citato l’iconica frase di Anna Wintour: “Crea il tuo stile. Lascia che sia unico e immediatamente riconoscibile” Anna Wintour è la direttrice del mensile Vogue America, considerata la più autorevole rivista di moda al mondo. Si sono ispirati a lei perle vicende del romanzo Il diavolo veste Prada e dell’omonimo film in cui viene interpretata dalla tre volte Premio Oscar Meryl Streep. Probabilmente si sono sempre ispirati a lei per creare il personaggio Edna Mode dei due film di animazione Pixar gli Incredibili. Così, d’istinto potresti pensare che lei si occupa di moda, quindi quello che fa o che dice non ha nulla a che vedere con te… e qui ti sbagli di grosso! Le aziende che fatturano di più al mondo hanno capito questa cosa: è importante offrire un buon prodotto o servizio, ma la cosa ancor più importante è che questa cosa arrivi al cliente! Dare per scontato questo passaggio è l’errore che ti impedisce di raggiungere il tuo obiettivo. Tutte le aziende più prestigiose e ricche al mondo ci sono arrivate molto tempo fa… non importa il tuo settore del mercato: puoi vendere servizi per la casa o assicurazioni, tecnologia, cibo, viaggi, consulenze, macchine economiche o costose, vestiti o quello che ti pare! Se non sei unico, non vai da nessuna parte. Perché se immaginiamo di disegnare la tua azienda da un lato del foglio e il tuo potenziale cliente dall’altro, in mezzo troverai sempre e comunque un vuoto dovuto alla mancanza di informazioni e alle idee, ai preconcetti presenti nella sua mente. L’unica cosa che può colmare questo vuoto è la comunicazione Online… la tua Unicità è il faro che illumina questo processo di avvicinamento! E qui rispondo ad una domanda che mi avete fatto in molti: è possibile comunicare, attirare clienti senza possedere l’unicità ben distinta? Sarò sincero, la risposta è si, ma fai una fatica pazzesca! Come quella volta che a Fausto Coppi gli si è bloccato il cambio della bici sulla Rezza ed è arrivato morto al traguardo… ha sputato i polmoni. Il discorso è semplice: devi concentrarti sul rendere il processo di acquisizione clienti più
Scalda il tuo pubblico!

Dopo il nostro breve viaggio nelle sponsorizzate di venerdì scorso, proseguiamo insieme il nostro cammino attraverso le migliori strategie di comunicazione sui Social! Qualche settimana fa abbiamo visto insieme che cos’è il ToFu e come affrontare un pubblico freddo (clicca qui se ti sei perso l’articolo!). Oggi invece esploreremo il funnel un po’ più a fondo, e parleremo di MoFu e pubblico caldo. Che cos’è esattamente un pubblico caldo? Immagina di aver rotto il ghiaccio con un’azienda, quindi di essere ufficialmente entrato nel suo funnel. Magari li conosci da qualche settimana, e nel frattempo hai interagito con loro, hai letto gli articoli del loro blog e hai lasciato commenti sulla loro pagina facebook. Grazie a questo sei stato targettizzato, e nella tua bacheca sono apparse tante inserzioni fatte su misura per te. Dopo tutto questo, stai pensando di arrivare all’acquisto, ma non sai ancora che cosa scegliere, e come completare la tua azione. A questo punto, per quell’azienda sei un pubblico caldo! Questo pubblico è più ristretto di quello freddo, come è normale che sia. Il funnel non ha la forma di un imbuto a caso. Tra le persone che si approcciano per la prima volta alla tua azienda, ci saranno sicuramente alcuni che non vorranno conoscere meglio te e la tua impresa. Ma quelli che resteranno… sono potenziali clienti realmente interessati alla tua attività. In altre parole: contrariamente al pubblico freddo, che conosce a malapena l’azienda, il pubblico caldo è un pubblico che apprezza la tua impresa. Sono persone che apprezzano quello che fai, leggono avidamente i tuoi articoli e non si perdono neanche uno dei tuoi video. Insomma, si stanno scaldando in previsione dell’acquisto! Questo pubblico è ottimo per svariate ragioni, ma una in particolare lo rende molto interessante. IL PUBBLICO CALDO È PRONTO PER ACQUISTARE. Ti ricordi il funnel, ovvero l’imbuto delle vendite del quale ti ho parlato in QUESTO ARTICOLO? Bene, ora sei esattamente nel MoFu, o Middle of Funnel. In altre parole, sei a metà del tuo percorso. Hai fatto un grandissimo lavoro, e sei riuscito a fare interessare il tuo pubblico e hai portato voler conoscere la tua azienda grazie alla tua Comunicazione su Misura. Il lavoro non finisce qui: ora devi continuare a scaldarli, fino a spingerli all’acquisto! Forse pensi che questo sia il momento di iniziare a fare delle proposte di acquisto più precise. Attenzione però: non è ancora il momento di proporgli direttamente qualcosa! Chiederesti alla persona che ti piace di mettersi con te dopo due uscite? Immagino di no. Per questo non puoi proporre a qualcuno di acquistare da te se ancora non ti conosce a fondo. Rischi di ottenere l’effetto opposto a quello che cerchi, e allontanare tanti potenziali clienti. Quindi il pubblico caldo deve essere lavorato con costanza e pazienza. Deve essere tenuto attivo attraverso la pubblicazione costante dei contenuti. Offri video, articoli, post: devi trasformare un semplice potenziale cliente in un fan della tua impresa! E come si fa? Facile, grazie alla Comunicazione su Misura. Grazie a una comunicazione studiata con cura riuscirai perfettamente a trovare la strategia perfetta per mantenere il tuo pubblico caldo al punto giusto, per prepararlo ad arrivare alla base del funnel, ovvero il BoFu, di cui parlerò nella prossima freccia! A proposito, per non perderla ti consiglio di iscriverti alla nostra newsletter cliccando qui! Ma torniamo al MoFu. Perché devi investire in questo passaggio del Funnel e lavorare con costanza? Perché se le persone non sono attratte dalla tua Comunicazione, presto o tardi lasciano la tua pagina. Magari un giorno non mettono il like al tuo post. Il giorno dopo non leggono l’articolo del blog. E piano piano scema l’interesse verso la tua azienda, e invece di scendere più a fondo nel tuo Funnel le persone lo risaliranno tornando al punto di partenza. E questo NON deve succedere. MAI. Per questo devi lavorare costantemente sull’educazione del cliente. Genera contenuti di valore e tieni alta la sua attenzione, in modo da tenerlo interessato alla tua azienda e pronto al momento dell’acquisto. Canali social, sito, video, foto… scegli la soluzione più giusta per te! In questa fase tutto è lecito, e puoi, anzi, DEVI utilizzare tutte le armi in tuo possesso per fare in modo che l’utente finale si innamori di te e della tua impresa. Ma se non sai da dove partire per affilare le tue armi… ho una buona notizia per te! Il Sarto sa bene che usare la giusta strategia per ogni punto del Funnel non è semplice. Per questo ha deciso di creare un manuale pratico, con cui insegnarti come impostare la tua Comunicazione su Misura e trasformare la tua pagina social in un magnete attira clienti! Si tratta del PRIMO libro del Sarto, VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE! È a tua disposizione la seconda edizione, con 393 pagine dense di informazioni preziose su come far decollare la tua comunicazione…e trasformare la storia della tua azienda. Clicca qui per acquistare ora la tua copia! Noi invece ci vediamo venerdì prossimo. Siamo quasi alla fine dell’imbuto, ci manca solo un ultimo step e poi saprai trovare la giusta strategia per ognuno dei tuoi clienti! Alla prossima freccia, L’Arciere 🏹
Trasforma le tue parole in soldi 8 – La tecnica della PROMESSA e come usarla per lasciare senza parole la tua concorrenza

Stiamo arrivando verso la fine di questa serie di articoli sulle tecniche da utilizzare nell’Incipit dei tuoi testi in base al Livello di Consapevolezza del tuo lettore, iniziata il 14 ottobre scorso. Trovi l‘antefatto QUI. Oggi parliamo di PROMESSA. Prepara elmetto e mimetica: qui si va veramente in guerra. Qui, dove il cliente è consapevole sia di avere un problema, sia che ci può essere una soluzione… e sa anche che la soluzione è ESATTAMENTE quello che vendete tu ed i tuoi concorrenti. Qui, dove la sfida è senza esclusione di colpi. Prima di addentrarci dentro questa tecnica, vorrei tu immaginassi una scena. Seguimi, ti sarà utile. Immagina una piazza enorme, monumentale. Ora prova a visualizzare che in ogni lato di questa piazza ci siano centinaia, migliaia di negozi. Tutti aperti. Alcuni sono più belli, più invitanti. Altri più piccoli e bruttini. Altri, ancora, molto caratteristici e interessanti. Tra questi, il tuo negozio. Ora, immagina che questa quantità infinita di negozi venda SOLO la stessa cosa che vendi tu. TUTTI. Ora, immagina che in tutta la piazza ci sia una sola e unica persona. IL CLIENTE. E che quella persona non veda l’ora di comprare. Ora dimmi, in tutta sincerità, cosa faresti per portare il cliente a scegliere proprio te tra tutta quella concorrenza? Questa è la situazione in cui ti trovi se hai a che fare con questo genere di cliente. Hai il VANTAGGIO di avere di fronte persone pronte a comprare… e lo SVANTAGGIO di avere a fianco un’orda di concorrenti famelici che cercano di rubarti sotto al naso proprio quel cliente. Quindi, vuoi che questo cliente scelga proprio te? Attiralo con la giusta PROMESSA! Oggi vediamo insieme come utilizzare questa tecnica, qualche trucchetto del mestiere e ti darò anche il primo assaggio su come costruire la tua Promessa senza che risulti poco credibile per il lettore! Fra qualche settimana, poi, pubblicherò una vera e propria Guida alla costruzione della Promessa Perfetta. Sei sicuro di volerla perdere? Io credo proprio di no: quindi clicca qui ed iscriviti subito alla mia Newsletter! Pronti? Via! Perché iniziare il testo proprio con la promessa? Come ricorderai, ci stiamo muovendo verso una tipologia di cliente sempre più consapevole. Come tale, necessita di una tecnica d’approccio DIRETTA e che ti sposti immediatamente LONTANO dalla concorrenza. In altre parole, fin dalle prime righe del tuo testo il lettore deve pensare “fermi tutti: qui c’è proprio quello che cercavo”. E se il lettore ha un problema, il tuo testo deve avere la promessa di una soluzione efficace! In questo caso, se prendessimo il testo alla lontana come nella tecnica delle Storie (che trovi QUI), il lettore non ci degnerebbe della minima attenzione: ricorda, sta cercando attivamente una soluzione e sta vagliando tra te e migliaia di altre aziende. Vai dritto al punto e sii determinato! In un mercato vastissimo, dove nella stragrande maggioranza dei casi il cliente può trovare infinite soluzioni, in qualunque momento, in qualunque parte del mondo, senza nemmeno alzarsi dal divano, comprenderai che il prodotto in sé non ha alcun valore nella vendita. Non conta cosa vendi. Conta SOLO la percezione del cliente: lui sta cercando una soddisfazione, un risultato, una soluzione. Andrà solo da chi sarà in grado di mostrargli proprio questi risultati nel modo migliore e più allineato al suo pensiero. Cioè: una Promessa, per funzionare, deve prima di tutto “entrare nella testa” del cliente. Deve inserirsi nel suo dialogo mentale e correre velocemente a conquistare la vetta, piantare la bandiera e far rotolare giù nella scarpata del dimenticatoio tutte le promesse che fa la concorrenza. L’obiettivo di una Promessa ben fatta è quello di FERMARE PER SEMPRE ogni pensiero che possa portare ad una scelta alternativa. Deve spegnere il senso critico, cancellare ipotesi, distruggere progetti. Per questo deve essere strutturata e comunicata secondo dei parametri precisi. Ora voglio tutta la tua attenzione, perché qui si gioca sul filo del rasoio. Vediamo, prima di tutto: LE 4 REGOLE PER COSTRUIRE LA TUA PROMESSA IRRESISTIBILE #1 PARTI DALLA TUA UNICITÀ Scrivere il miglior pezzo di Scrittura Persuasiva della tua vita senza che sia ben mostrata l’unicità del tuo prodotto o servizio non ti servirà a nulla con questo tipo di cliente, se non a far arenare la tua attenzione alla prima metà della prima riga. Se vuoi che la tua promessa sia credibile e forte, DEVI renderla diversa da tutte le altre! Non sai come costruire l’unicità del tuo prodotto o servizio? Nessun problema! Corri a vedere il video del Sarto in cui ti spiega tutto alla perfezione e poi torna qui a leggere! Ecco il link! 2# EVIDENZIA LE DIFFERENZE La mente umana si concentra sempre sulle differenze, sul mettere in relazione, paragonare. Osserva con attenzione ciò che “più” e ciò che è “meno” o “diverso”. Quindi la tua Promessa deve fin da subito evidenziare le sue differenze dalla concorrenza (o da ciò che il cliente ha sempre visto come soluzione al problema) Per cui fin dalle prime righe del tuo testo è importante che tu sappia mettere in risalto cosa ti differenzia, ma attento! Non sempre la differenza sta nell’essere “più” dei tuoi concorrenti. Anzi, a volte essere “meno” può essere un vantaggio nella Comunicazione: ad esempio, se tu hai un ristorante, puoi usare nella tua promessa “il pranzo meno frettoloso della tua vita” e sottolineare quindi che tu sei “meno veloce” e che questa tua caratteristica permette al cliente di avere vantaggi, tipo il mangiare in tutta tranquillità, senza fretta. 3# DICHIARA VANTAGGI E BENEFICI Occhio a questo punto! Non ho scritto di descrivere le caratteristiche del tuo prodotto o servizio, bensì di dichiarare come queste caratteristiche si trasformano in benefici per il tuo Cliente. In questo punto si nasconde una trappola importante, perché proprio qui si rischia di essere “banali, già visti” oppure, come vedremo nel punto 4, far esplodere la promessa. Questo perché, quando dichiari come il tuo prodotto o servizio cambierà la vita
Sconfiggi l’impostore!

La mente umana è straordinariamente potente. Negli scorsi mesi ho approfondito questo argomento in vari modi. QUI ho parlato di come cambiare il punto di vista sulle cose può permetterti di risparmiare tempo. QUI invece ho spiegato come il vocabolario può influenzare il tuo modo di pensare e agire, e di quanto una buona programmazione mentale sia fondamentale per raggiungere il successo. Insomma, la mente è la più grande alleata verso la strada per generare valore e arrivare dove desideri con la tua azienda. Ma il suo meccanismo funziona anche al contrario. E questo significa che proprio il tuo modo di pensare può diventare il più grande ostacolo tra te e il successo che meriti! Per spiegarti l’effetto di un cattivo approccio mentale, oggi ho deciso di parlare di un meccanismo pericoloso, e sfortunatamente molto diffuso. Scopriremo da dove nasce, quali sono le sue caratteristiche e soprattutto come eliminarlo per riuscire a raggiungere i tuoi obiettivi! Nell’articolo di questa settimana parliamo della sindrome dell’impostore. Anche se la parola sindrome è molto suggestiva, non si tratta di una malattia, ma di una condizione psicologica tipica delle persone di successo. L’espressione “sindrome dell’impostore” nasce da uno studio di due psicologhe, Pauline Clance e Suzanne Imes, che nel 1978 hanno analizzato i meccanismi mentali di un gruppo di donne di successo americane. Persone che avevano raggiunto altissimi raggiungimenti accademici e professionali, ottenuti con anni di duro lavoro. Ma nonostante questo… nessuna di loro riconosceva il suo realmente il suo valore. Alcune erano convinte di essere arrivate dov’erano per puro caso, altre semplicemente non ritenevano di meritare quanto avevano ricevuto. Con il tempo, gli studi sull’argomento sono aumentati, dimostrando che la sindrome dell’impostore è una condizione tipica di persone di ogni sesso, ambito lavorativo ed età. E attenzione, perché non si tratta sempre della convinzione di aver raggiunto il successo grazie alla fortuna. Ci sono diversi modi in cui la sindrome dell’impostore si può manifestare. Per alcuni, è la convinzione di non essere esperti nel loro settore. Anche se lavorano da anni nel loro ambiente e sono riconosciuti come grandi professionisti, qualcosa dentro di loro li spinge a non esporsi, per timore di fare errori ed essere riconosciuti come incompetenti. Per altri, la sindrome dell’impostore nasce insieme al senso di sconfitta, quando non riescono a portare a termine un compito esattamente come lo volevano. Poco importa che si tratti del loro primo tentativo di fare qualcosa: un piccolo errore è abbastanza per convincere questi imprenditori di non valere nulla. E infine ci sono quelli che detestano chiedere aiuto. Per loro è fondamentale essere considerati come dei veri e propri supereroi, in grado di gestire da soli ogni aspetto della loro azienda. Ai loro occhi, chiedere aiuto per riuscire a raggiungere un particolare risultato è sintomo non solo della propria incompetenza, ma anche della loro incapacità di raggiungere grandi risultati. Come vedi, la sindrome dell’impostore è subdola, e in grado di manifestarsi in molti modi diversi. Non è una condizione fissa, ma un meccanismo mentale che nasce dall’ambiente che ti circonda. In una cultura che spinge alla vergogna per i grandi successi e alla modesti in ogni circostanza, è normale sentire di non meritare quello che hai. Ma il problema è che così facendo non riuscirai a spingerti verso il meglio. Resterai dove sei, perché sarai convinto di non poter ottenere altro per la tua attività. E in questo modo non raggiungerai le vette che meriti! La buona notizia è che la sindrome dell’impostore non è una condizione permanente. Esistono una serie di strategie che ti aiuteranno ad affrontare la sindrome dell’impostore ed eliminare gli ostacoli mentali che si trovano tra te e il tuo successo! Per questo voglio mostrarti due modi in cui puoi affrontarla, imparando ad accettare la tua competenza nel tuo settore e il tuo valore come imprenditore. Il primo modo è quello di guardare i tuoi clienti. Le recensioni sono una forma molto potente di dimostrazione del tuo valore, non solo per te ma anche per gli altri. Oltre a essere un mezzo prezioso per far arrivare nuove persone alla tua attività, usale come mezzo per riconoscere e far conoscere il tuo valore! Il secondo modo è quello di scrivere di te stesso in terza persona. Come dico spesso, la mente umana è una macchina potente, ma tutto sommato semplice da influenzare. Quando pensiamo a noi stessi in prima persona attiviamo meccanisni negativi, alimentando pensieri come la sindrome dell’impostore. Ma se analizzi i tuoi risultati in modo obiettivo… le cose cambiano. Ti faccio subito un esempio pratico. Sono anni che rimandi la creazione di quel canale youtube dove parlare settimanalmente del tuo settore. Ti sei convinto di non avere l’esperienza necessaria per parlare di argomenti che riguardano il tuo ambito lavorativo, e che iniziare a registrare video porterebbe solo disastri. Se questo è il caso, ti suggerisco di pensare a quanto hai fatto per essere dove sei ora… ma dall’esterno. Descrivi gli anni di duro lavoro che hai alle spalle e la profonda conoscenza di ciò che offri ai tuoi clienti come se parlassi di qualcun altro. Se possibile scrivi! Metti nero su bianco tutto quello che ti rende la persona di successo che sei ora, parlando di te come se fossi un’altra persona. Improvvisamente riuscirai a cambiare la prospettiva sulle cose. E quegli obiettivi che ti sembravano da nulla acquisiranno subito un immenso valore, e ti permetteranno di riconoscere meglio le competenze e le abilità che hai costruito negli anni! La sindrome dell’impostore è una montagna apparentemente insormontabile tra te e il successo. Ma solamente aggirandola riuscirai a capire quanto vale davvero quello che fai, e raggiungere i grandi risultati che la tua azienda merita. Per questo quando senti di non meritare quello che hai, ti invito a cambiare il dialogo che hai di te stesso. Perché come dice Brian Tracy, grande CEO canadese: “Non sei ciò che pensi. Ma ciò che pensi, sei.” E se per anni hai rimandato lo studio dei segreti della Comunicazione Online per paura
Ecco svelato come Google vuole che usi i tuoi video sul sito

Ciao e bentornata/o sulla Rubrica del Fabbro. Oggi voglio svelarti le pratiche migliori per includere i video all’interno del tuo sito web basandomi su indicazioni fornite pubblicamente dal sig. Google. Come ti avevo detto la settimana scorsa in questo articolo, i video – e in generale i file multimediali – saranno i veri e propri attori principali dello scenario che si prospetta nel prossimo futuro a seguito dell’importante aggiornamento dello “scorrimento continuo”. Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di aprire il canale YouTube della tua attività al più presto perché, come vedremo, ti servirà per poter inserire tutti i video da caricare sul tuo sito web. Ma ora bando alle ciance: analizziamo punto per punto le linee guida Google per capire come sfruttare al massimo le potenzialità dei video e far schizzare in alto le visite sul tuo sito web… perciò afferra subito una tazza del tuo caffè preferito e partiamo! Come aiutare Google a trovare i tuoi video e mostrarle sulle pagine dei risultati di ricerca “Assicurati che ogni video sia disponibile su una pagina web pubblica.” Cosa vuol dire esattamente “pagina web pubblica”? In questo punto, big G. ci chiede di assicurarci che la pagina su cui sono presenti i video sia accessibile da parte del motore di ricerca e che non figuri in un elenco di pagine “bloccate” da un file “robots.txt” o da tag “noindex”. Cosa sono questi file “robots.txt” e questi tag “noindex”? Attraverso questi due strumenti, un webmaster può indicare delle pagine del proprio sito web da “bloccare”, cioè da non sottoporre a scansionamento da parte dei motori di ricerca. In poche parole servono per nascondere a Google dei contenuti del sito web. Forse ti stai chiedendo: “Fabbro, perché mai dovrei nascondere dei contenuti a Google? Non sarebbe meglio mostrargli tutto e basta?” Domanda lecita. Mi è difficile rispondere in modo approfondito all’interno di questo articolo (ne pubblicherò uno sul tema in futuro), ma in breve devi sapere che è meglio nascondere alcuni tipi di pagine a Google in modo da privilegiare quelle per cui vuoi essere trovato. Ti faccio un esempio banale: preferisci che gli utenti ti trovino attraverso l’homepage del tuo sito oppure attraverso una pagina di errore 404? Comunque sia, approfondirò questo tema in futuro. Tornando a noi, per assicurarti che la pagina su cui inserisci i video non sia bloccata, puoi utilizzare Google Search Console. Ti basta infatti utilizzare lo strumento “Controllo URL”. Cliccaci su dalla schermata iniziale di Search Console e poi digita all’interno della barra evidenziata l’URL della pagina con sopra i video. Verrai re-indirizzato su un’altra schermata: qui dentro, se c’è scritto “L’URL si trova su Google”, sei a cavallo. Se così non fosse, fai click su “Richiesta di indicizzazione” per spingere Big G. a scansionarla. Anche se non hai mai utilizzato un file “robots.txt” o dei tag “noindex”, ti consiglio comunque di verificare l’URL su Search Console, non si sa mai (tanto ci metti pochi secondi). Nota: se hai creato questa pagina da poco sappi che Google ci metterà qualche giorno ad indicizzarla, perciò attendi e don’t panic. “Invia una sitemap per i video per consentire a Google di trovarli ancora più facilmente.” Qui big G. ci sta suggerendo di inserire all’interno della sitemap gli URL delle pagine con i video, in modo tale da rendergli più facile il lavoro, ma soprattutto più veloce! Infatti è risaputo che inviare regolarmente la sitemap del proprio sito a Google fa sì che quest’ultimo faccia comparire le pagine del nostro sito più velocemente all’interno delle schermate dei risultati. Se adesso ti stai chiedendo: “Ok Fabbro, ma che cos’è la sitemap? Come posso inviarla a Google? E, soprattutto, come la creo?” sarai felice di sapere che ho già pubblicato su queste pagine una guida passo passo per creare la tua prima sitemap e inviarla a Google. Trovi la guida qui. “Assicurati che per caricare la pagina non siano richiesti specifici frammenti di URL o azioni complesse da parte dell’utente, altrimenti Google potrebbe non trovare i tuoi video.” Prima di buttarci a capofitto su questo punto, ti riporto una dicitura importante che ho trovato all’interno delle linee guida: “Google consiglia di utilizzare per ciascun video una pagina autonoma associata a un titolo descrittivo o una descrizione univoca”. BOOM! Hai capito bene, ciascun video in una pagina autonoma. Attenzione però, chiariamo una cosa importante: come ho già detto molte volte su questa rubrica, ti consiglio di applicare sempre del buon senso quando strutturi le pagine del tuo sito web. Non è che adesso, sapendo ciò, crei 500 video e 500 pagine sul tuo sito. Quello che voglio dire è che dovresti sempre trovare un compromesso tra il produrre contenuti per gli esseri umani e il produrre contenuti per i motori di ricerca. All’interno della tua homepage sarebbe meglio tu inserisca più di un video, perché quella pagina richiede un maggior numero di informazioni sulla tua persona e/o sulla tua attività. Morale della storia: inserisci, ove possibile, un solo video all’interno di una pagina dedicata, ma non calcare la mano solo per compiacere Google. Altrimenti rischi l’effetto contrario! Magari ottieni più visite ma gli utenti scappano perché non riesci a presentarti in modo completo nell’arco di pochi secondi. Un altro suggerimento che ti avevo dato tempo fa è quello di inserire un video in ogni articolo che pubblichi, in cui riassumi a voce quello che c’è scritto. In questo modo prenderai due piccioni con una fava: accontenterai Google; offrirai ai tuoi utenti un’altra modalità di fruizione del contenuto. Esistono persone che amano leggere e altre che preferiscono assimilare informazioni attraverso dei video. Inserendo un video all’interno dell’articolo faciliterai la sua comprensione ai tuoi lettori. Ok, fine della premessa, ritorniamo sul punto! Oltre alla frase che ti ho citato, Google spiega che i video devono essere facilmente raggiungibili all’interno del tuo sito. Questo significa che non devi far compiere troppe azioni ai tuoi utenti per poterli vedere e che devi fare in modo che il tuo sito sia rapido da caricare. Se
Se rendi DIFFERENTE la tua Azienda, vendi di più!

Tutti bravi a dire “io lo faccio meglio!” oppure “grande qualità e cura per il cliente!” ma la vera domanda è: lo sai fare in maniera differente? Perché i soldi stanno tutti lì! La regola è molto semplice: se le persone non si accorgono della differenza fra te e la concorrenza, allora farai sempre fatica ad attirare nuovi clienti e a trattenere quelli vecchi. Al contrario! Più la tua azienda si distingue, più rendi unica la tua proposta, prodotto o servizio che sia, maggiore sarà il tuo successo e il tuo guadagno. Ottimo, tutto bello e meraviglioso… ma come si applica questa regola al tuo caso specifico? E soprattutto: cosa vuol dire essere unici? Rilassati e fai un profondo respiro, significa molto meno di quello che pensi ma più di quello che hai fatto sino ad ora… Continua il nostro viaggio per scoprire l’unicità della tua azienda e come utilizzarla per attirare frotte di clienti annientando la concorrenza. Un percorso in Sette passi, uno più importante dell’altro, in grado di renderti inimitabile e attraente come se ci fossi solo tu sul mercato! Ti hanno insegnato a omologarti, ti hanno insegnato a seguire la massa! Ti hanno insegnato a copiare quello che fanno tutti gli altri… Quindi ti hanno insegnato a fallire! Scopri in questo articolo come trovare il particolare che hai solo tu, che nessun altro può copiare, per distinguerti dalla concorrenza. E soprattutto scopri come comunicarlo correttamente al tuo cliente su misura in maniera che se ne accorga e non riesca mai più a dimenticarselo. Perché come ha detto Coco Chanel: “Per essere insostituibili bisogna essere unici” E allora diamoci dentro con la Comunicazione Online! Ne ho parlato anche in questo video: Noi Sarti del Web sappiamo che i Social sono un’enorme opportunità per tutte le piccole e medie imprese che vogliono lasciare il segno e raggiungere i propri obiettivi. Con la Comunicazione Online anche un’azienda che non dispone di enormi capitali può crearsi un canale per attirare clienti ed aumentare costantemente il proprio fatturato! Vai su www.isartidelweb.it/newsletter e iscriviti! Ti invieremo ogni settimana dei contenuti utilissimi per comprendere come il digitale può farti arrivare là dove hai sempre desiderato essere. Detto questo, procediamo con l’articolo di oggi, che è il proseguo di quello precedente “Se rendi unica la tua azienda vendi di più!” Se non lo hai ancora letto corri a rimediare! Eccoti il Link Lì abbiamo introdotto il concetto di Unicità e perché è così importante oggi distinguersi fra migliaia di scelte! Poi abbiamo visto il passo uno dei sette! Conoscere perfettamente i problemi del mercato, e quando dico “perfettamente” non scherzo… Svolgere completamente quel compito è di fondamentale importanza. Ogni passo di questi sette migliora quello successivo. Per una strategia completa, efficace e inattaccabile devi fare le cose per bene, lavora duro e il risultato sarà assicurato! Detto questo ringrazio tutti gli imprenditori e le imprenditrici che mi hanno scritto: le vostre domande mi hanno aiutato a correggere il tiro, è normale che una presentazione di appena trenta minuti su un argomento così complesso possa presentare dei punti ciechi. Quindi prima di proseguire col passo 2 rispondo ai dubbi più frequenti e alle sviste che probabilmente hai anche tu in questo momento: Primo: non devi per forza essere originale! Basta essere differente. C’è un po’ di confusione in merito… la parola “unico” ha molti sinonimi, fra cui eccezionale ed impareggiabile, ma puoi rilassarti… per farti un esempio pratico, Henry Ford non ha inventato l’auto! L’ha fatta differente… Era il 1908 quando fece uscire la prima Ford T, la mitica Tin Lizzie, venne prodotta fino al 1927 e ne furono costruiti 15 milioni di esemplari… direi un bel prodotto! Henry Ford ha fondato la Ford Motor Company, società produttrice di automobili, ancora oggi una delle maggiori del settore negli Stati Uniti e nel mondo, ma quello che in pochi sanno è nel 1899 lavorava come ingegnere capo nella Detroit Automobile Company e fu lì che perfezionò il suo metodo. Non ha inventato l’auto! Era un settore del mercato già esistente, un prodotto che si stava già diffondendo… l’ha fatta differente. Ha semplicemente trovato la sua unicità, ci ha fatto sopra un’azienda, e grazie a quella ha dominato il mercato per oltre mezzo secolo… O per fare un altro esempio molto più recente, Mark Zuckerberg non ha inventato i social… Facebook è nato che in giro ce n’erano già molti! Voglio che tu capisca che non devi cercare per forza qualcosa di originale… e proprio per questo hai di fronte a te innumerevoli opportunità! Questo perché l’opportunità è semplicemente risolvere un problema… e poi presentarti al tuo pubblico come un leader! Ma questo lo vediamo dopo Secondo: non devi evitare la concorrenza. A quanto pare c’è questa idea diffusa che annientare la concorrenza significhi allontanarsene, in realtà è tutt’altro! È impossibile per te come per qualsiasi azienda sulla terra lavorare in un mercato effettivamente senza concorrenza diretta o indiretta. Questo perché la scelta è già presente nella mente del potenziale cliente… è una libertà che non possiamo togliergli a meno di non vivere sotto dittatura. E poi la concorrenza è un bene! Sprona il mercato a migliorarsi, a dare di più, ad inventare nuovi modi per soddisfare la domanda. Il futuro della tua azienda non si basa sulla mancanza di scelta delle persone… bensì sulla tensione, sulla trazione e sul confronto. Quando hai la tua unicità allora hai una ragione convincente per sceglierti ed allora puoi crescere e prosperare perché le persone vogliono ciò che offri! Li attiri come un magnete! E la concorrenza fa solo risaltare di più le tue doti positive. Spero non sembri un discorso fumoso, continua a seguire il discorso e mi spiegherò meglio… Terzo e ultimo, ma non meno importante: dimentica i tuoi clienti! Tu hai già una
L’inventario delle Sponsorizzate – Volume II

Dopo l’episodio dello scorso mese (che puoi leggere QUI), anche a novembre ho deciso di guidarti in un viaggio attraverso le sponsorizzate. In questo modo potremo esplorare insieme il mondo di questi preziosi strumenti, e potrai scoprire come usarli per la tua impresa. Questo inventario sarà molto interessante: sono capitate nella mia magnifica bacheca sponsorizzate di grandi aziende. Sono ottime sponsorizzate, ma mentre le guardavo non potevo fare altro che domandarmi: Ottengono risultati per come sono state scritte… o per merito dell’algoritmo? Andiamo a scoprirlo insieme! La prima inserzione sponsorizzata di oggi è stata realizzata dall’azienda 3M. Si tratta di un’azienda molto conosciuta nel settore industriale. E anche se forse ora non lo ricordi, sono sicuro che in casa hai almeno un prodotto di cancelleria con il loro nome da qualche parte. Per farti capire, alla 3M dobbiamo l’invenzione dei post it. E il loro nastro adesivo Scotch è un indiscusso leader del suo settore! Torniamo a noi. Perché sto vedendo questa sponsorizzata? Per trovare queste informazioni ti basterà cliccare sui 3 puntini in alto a destra quando vedi il post sponsorizzato e poi andare sulla voce “Perché vedo questa inserzione?”! 3M cercava di raggiungere persone interessate a al tema dell’Organizzazione, con età compresa tra i 22 ed i 25 e residenza Italia. Tutto perfettamente in target con me e i miei interessi! E quindi, in teoria, dovrei dare un bel 10/10 a questa sponsorizzata. Ma non sarà così, per due ragioni: La prima è che questa è la seconda inserzione. Quella fatta bene. Ti ho risparmiato la vista della prima perché semplicemente era senza immagine e senza testo. E credo che sia stata online per almeno due settimane. Probabilmente si trattava di un’inserzione dark, non visibile sulla pagina dell’azienda come post, quindi il danno è stato relativo. La seconda ragione è che sono stato targettizzato per un interesse giusto, ma troppo generico. Il target ideale avrebbe dovuto avere interessi come “cancelleria” o “post-it” o anche “scrittura”, o in alternativa interessi inerenti ESCLUSIVAMENTE ai post-it di 3M. Ma anche se non è stato così non è tutta colpa di 3M. L’algoritmo di Facebook non è perfetto, alle volte funziona bene e altre volte male. L’errore della 3M (o chi per loro) è stato inserire troppi interessi generici. In questo modo l’algoritmo mi ha colpito, anche se non ho mai interagito realmente con pagine o gruppi realmente legati a questo argomento. L’interesse c’è, ma è davvero minimo. E quindi era la sponsorizzata giusta al pubblico sbagliato, ovvero un pubblico freddo. E come sai se hai letto il mio articolo della scorsa settimana (CLICCA QUI se non lo hai ancora fatto), proporre ad un pubblico freddo una sponsorizzata con scritto “Ehi, compra da me!” è uno spreco enorme di soldi. Andiamo con la seconda sponsorizzata. Questa a mio parere è una delle inserzioni più belle che vedremo insieme oggi! La pagina è un sito romano che pubblica aggiornamenti relativi al futsal, o più semplicemente calcio a 5. Segue le squadre a livello nazionale e locale, però ci sono molti articoli e aggiornamenti interessanti. Io avevo già il “like” alla pagina. Lo scopo dell’inserzione però era quello di invitarmi a seguire la pagina. Andando rapidamente a vedere i criteri abbiamo interesse per calcio a 5, over 23 e residenza in Italia, quindi tutti criteri che rispetto perfettamente. Inoltre, avendo già il like alla pagina, l’algoritmo mi ha semplicemente mostrato la pagina per realizzare la conversione finale, ovvero per ottenere il mio segui. Ottimo lavoro! Passiamo ora all’ultima inserzione di oggi. Questo tipo di inserzione non ha conquistato il mio portafoglio solo perché attualmente sono soddisfattissimo del mio telefono. Altrimenti questa magia di marketing sarebbe stata una delle ragioni che mi avrebbe convinto a cambiare telefono. Qui abbiamo la potenza dell’algoritmo di Facebook in tutto il suo splendore. Età: impostata. Luogo: impostato. Interessi…e gli interessi? Non sono stati impostati? In questo caso no. E l’algoritmo ha vinto. L’inserzione mostra il nuovo telefono della One Plus come una carta di Magic, un gioco di carte che mi piace molto. Quindi cosa è successo? Che io con le mie ricerche e con i like alle pagine ho detto all’algoritmo che mi piace Magic. A questo aggiungi il fatto che seguo molte pagine di news ed aggiornamenti sul mondo tech e… eccoci qua! Una bellissima sponsorizzata senza interessi, che mi ha colpito molto di più rispetto ad una qualsiasi che mi avrebbe potuto targettizzare al 100%! Questi sono solo alcuni esempi di sponsorizzate fatte con criterio e molto carine! Ma per quanto riguarda le tue sponsorizzate? Sai a chi dedicarle? Sai come presentare il tuo prodotto? Sai come evitare i clienti a caso? Per sapere tutto questo probabilmente ci vorrebbe un manuale pieno di consigli! E… se ti dicessi che esiste già? Il Sarto ha deciso di creare una guida pratica per insegnarti a impostare la tua Comunicazione Online e per trasformare la tua pagina social in un magnete attira clienti! Vale a dire il suo primo libro, VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE! Clicca qui per acquistare la seconda edizione di questo prezioso manuale a soli 27 euro! Noi invece ci vediamo venerdì prossimo! Per non perdere i miei aggiornamenti CLICCA QUI e iscriviti alla nostra newsletter. Fai tesoro di questi consigli e sbaraglia la concorrenza grazie alla Comunicazione su Misura! L’Arciere 🏹
Trasforma le tue parole in soldi 7 – La tecnica PROBLEMA-SOLUZIONE e i suoi superpoteri nella Scrittura Persuasiva

Da qualche settimana sto analizzando con te i 5 Livelli di Consapevolezza e ti sto indicando come decidere, in base a dove si trova il tuo cliente, come iniziare a scrivere il testo che vuoi che legga, che sia un articolo Blog, un testo per un Video, un Post su un Social, una Newsletter o altro. Se non hai letto l’articolo introduttivo corri subito a rimediare, ecco il link! Siccome questa è una rubrica che un solo ed unico obiettivo – cioè trasformare le tue parole in soldi sul tuo conto in banca – immagino che se la stai leggendo ora, tu abbia un problema. O un forte desiderio! E sai che c’è una soluzione, ne sei certo, ma stai cercando ancora di capire quale sia, con precisione, la soluzione adatta a te. Magari stai scandagliando diverse possibilità. Ti stai informando, stai raccogliendo opinioni, idee. Stai conoscendo alternative, vagliando con attenzione le tue possibili scelte. Ti trovi in questa situazione? In tal caso sei un potenziale cliente CONSAPEVOLE del proprio problema e CONSAPEVOLE che esista la giusta soluzione. O, magari… questo non è esattamente il tuo caso, ma quello dei tuoi potenziali clienti! Sono abbastanza sicuro che sei stai leggendo è perché vuoi capire come avere sempre più clienti tramite i Social e il Web. E stai scoprendo che la prima Tecnica di cui ti devi dotare (o devi dotare il tuo ufficio marketing) è proprio la Scrittura Persuasiva. In altre parole: PROBLEMA = voglio più clienti SOLUZIONE = imparo a scrivere testi che vendono Semplice, no? Ecco, all’apparenza sì, senza dubbio. Se io so qual è il problema del mio cliente, mi basterà mostrargli la soluzione e lui comprerà di sicuro! NO? Eh, no. Non è così semplice. E ti spiego subito perché: all’apparenza questa tecnica sembra mostrare un approccio perfettamente diretto. Dichiaro il problema, mostro la soluzione, punto. Invece non è così! Come ricorderai, qui stiamo parlando di Incipit: come iniziare il tuo testo perché il potenziale cliente decida, dalle prime righe, di leggerlo tutto. La difficoltà sta proprio nel fatto che, nonostante tu stia mostrando la soluzione molto presto, dovrai comunque usare un approccio indiretto, non correre subito alla meta e “scaldare” il tuo lettore. Se proporrai il problema in maniera troppo diretta, se giungerai troppo bruscamente alla soluzione, se tenterai in maniera troppo diretta la vendita, farai arenare al primo scoglio la voglia di leggere del lettore. E addio vendita! Ok, detto così forse è poco comprensibile, ma tu continua a leggere e vedrai che entro pochi minuti ti sarà tutto chiaro! Per poter cogliere l’attenzione di un potenziale cliente consapevole del problema e alla ricerca di una soluzione, la tecnica migliore che puoi usare è quella del PROBLEMA-SOLUZIONE. Partiamo quindi dal presupposto che il tuo potenziale cliente è ALLA RICERCA di una soluzione. Quindi ti sta mettendo a confronto con la tua concorrenza, diretta o indiretta. Il tuo compito è scrivere testi che lo facciano sentire al sicuro nel pensare “è proprio lì che devo andare a spendere i miei soldi, non tutti quegli altri ciarlatani!”. Convieni con me che non è facile, vero? Non preoccuparti. Ho preparato per te le 4 regole d’oro per applicare perfettamente la Tecnica PROBLEMA-SOLUZIONE: Sii EMPATICO: il tuo potenziale cliente ha un problema e vuole sentirsi capito. Più sentirai che tu cogli alla perfezione il suo stato d’animo, più ti riconoscerà come soluzione; Accogli le PREOCCUPAZIONI del lettore. Più gli mostrerai da subito che con te non deve temere un fallimento, che tu sai perfettamente come stanno le cose, più ti ascolterà; Dagli SPERANZA: sta cercando una soluzione, deve capire subito che guardando nella tua direzione potrà vedere la luce in fondo al tunnel; Crea uno SLANCIO verso la soluzione. Non dilungarti troppo sul problema (come invece avrai fatto con la tecnica delle Storie, che puoi trovare a questo link), ma fagli scorgere subito che sai come salvarlo! Come avrai capito, qui si gioca tutto sul filo del rasoio. In una guerra senza esclusione di colpi fra te e la concorrenza: questo è un tipo di cliente che potrebbe essere molto vicino a comprare. E quindi… lo stanno bombardando tutti di pubblicità! Il tuo compito è SVETTARE, farti notare in mezzo a migliaia di concorrenti e acchiappare il cliente. Proprio con le prime righe del tuo testo! Ti sembra ancora tutto troppo complesso? Non preoccuparti: è normale. Questa tecnica, all’apparenza facile, è in verità molto difficile da applicare. Tuttavia, nelle prossime righe troverai la tua arma segreta. I 5 superpoteri dell’Incipit PROBLEMA-SOLUZIONE! 5 modi diversi di applicare la tecnica che, una volta assimilati e utilizzati, ti porteranno un passo avanti a qualunque azienda voglia quel prendere quel cliente al posto tuo! Sei pronto? I 5 MODI PER USARE L’INCIPIT PROBLEMA-SOLUZIONE #1 SE… ALLORA… È una tecnica “veloce” per far scivolare l’attenzione del tuo lettore verso la netta sensazione di essere capito. Si tratta di portare immediatamente all’attenzione un fatto forte e rilevante per il lettore e mostrargli in maniera forte che ha la soluzione a portata di mano. Ad esempio: “se anche tu ti trovi troppo spesso di fronte alla tastiera senza riuscire ad avere mezza idea su cosa scrivere, allora questo è il posto giusto per te: ecco i 9 segreti dello scrittore professionista per non rimanere mai senza parole” #2 SOLUZIONE-PROBLEMA Esatto, hai letto bene: ho solo invertito le parole! Eppure, questa è una tecnica che può farti spiccare il volo: dove tutti acchiappano il cliente rendendogli chiaro il problema per poi mostrargli la soluzione, tu fai esattamente l’opposto! ma per fare questo, devi avere una PROMESSA forte e credibile. Il tema della promessa è molto ampio, non ho sicuramente abbastanza spazio in questo articolo. Lo tratterò tra qualche settimana! Vuoi sapere come progettare e scrivere la PROMESSA PERFETTA per il tuo lettore, proprio quella che lo trasforma in cliente? Allora iscriviti subito alla mia newsletter cliccando qui! Ecco un esempio: “Scopri come riempire
Diventa un laser

Diciamoci la verità: a chi non è mai capitato di volere il “superpotere” di qualcun altro? Alcune persone sono straordinariamente tenaci, e come il Sarto riescono a lavorare per ore senza fermarsi. Altri invece sono dotati di una straordinaria precisione, e riescono a creare lavori impeccabili e senza mai una sbavatura. Le abilità sono infinite, ma tra quelle più invidiate c’è la capacità di essere multitasking, ovvero fare più cose nello stesso momento. Niente di cui stupirsi: in un mondo frenetico come quello di oggi, la capacità di fare più cose contemporaneamente è considerata un dono divino in grado di cambiare la vita delle persone. Per questo, la prospettiva di poter fare il doppio delle cose in metà del tempo è decisamente allettante. Ti confesso che fino a qualche tempo fa, anche io ero convinta che fare 3 cose contemporaneamente fosse la strategia giusta per dare il massimo. Ma con l’aiuto del Sarto e dei suoi consigli ho scoperto la verità sul multitasking. Invece di essere una favolosa strategia per fare le cose più rapidamente non è altro che un pericolo, che ti porterà a perdere tempo… e non riuscire mai a raggiungere il successo! Nell’articolo di oggi ti svelerò tutti i motivi per cui il multitasking è una pericolosa bugia, e la strategia giusta per riuscire a dare sempre il massimo! Partiamo dall’origine della parola. Da quando ci siamo convinti che il multitasking sia il segreto del successo? Magari pensi che il termine nasca da qualche fine esperimento psicologico, o che sia il risultato della ricerca di qualche università illustre. Ma ti sbagli: la parola multitasking nasce nel mondo dell’informatica. Per la precisione, il termine è stato usato per la prima volta negli anni ’60 per parlare di software, e della loro capacità di svolgere più di un compito contemporaneamente. Con il tempo, quest’idea ha preso piede anche fuori dal mondo dell’elettronica, e in questo modo centinaia di persone hanno pensato di potersi comportare come delle macchine. Ma guardiamo in faccia la realtà: per quanto l’idea possa piacerti, ci sono cose che a noi umani sono proibite, e che un computer riesce a fare senza sforzo. E il multitasking rientra tra queste! Ma se non sei convinto, andiamo sul piano squisitamente neurologico. Decine di esperimenti parlano chiaro. Noi umani non siamo in grado di svolgere attività in multitasking. Non c’è differenza di genere, né di educazione, né di età: quando si tratta di fare più cose insieme il cervello umano inizia lentamente a confondersi. Specialmente quando due compiti sono molto simili! Il motivo è legato al funzionamento del cervello: quando iniziamo un nuovo compito abbiamo circa 20 minuti prima di essere perfettamente concentrati su quel nuovo impegno. Passando da un’attività all’altra sottoponi la tua mente a uno stress prolungato, che avrà solamente due effetti negativi: Il primo è che lavorerai peggio. Se hai bisogno di tempo prima di riuscire a dare il massimo mentre svolgi un’attività, passare costantemente da un compito all’altro non farà altro che abbassare la qualità del tuo lavoro. E questa non è mai una buona cosa, specialmente per un imprenditore che vuole raggiungere il massimo con la sua impresa! Il secondo risultato invece sarà stancarti molto di più. Ogni volta che lasci un’attività e ne inizi un’altra il tuo cervello deve “resettarsi”: in altre parole deve smettere di concentrarsi su una cosa, e attivare i meccanismi necessari per fare l’altra. Questo richiede tempo, e ovviamente energia mentale. Se continuerai a farlo per periodi prolungati di tempo, il risultato sarà arrivare alla fine delle tue giornate completamente a pezzi, senza riuscire a capire quali errori hai fatto per trovarti in quella condizione! Purtroppo in un’epoca frenetica come la nostra, il multitasking ci è stato presentato come la soluzione per raggiungere il successo. Ma in realtà, la chiave per dei grandi risultati con la tua impresa sta nell’essere un laser. In altre parole, devi dare la tua completa attenzione a un compito alla volta. Anche se all’inizio ti sembrerà una perdita di tempo, vedrai che focalizzandoti impegno per impegno riuscirai a essere più concentrato, riuscendo a dare sempre il massimo. Spesso tendiamo a dimenticare che tempo ed energie sono risorse che fanno parte della tua azienda tanto quanto i macchinari che usi o il denaro che spendi. Anzi, sono più preziose, perché a differenza di beni materiali non possono essere né messe da parte né guadagnate. Una volta sprecate non torneranno più, e non potrai fare altro che andare avanti. Ma qual è il modo migliore per investire queste due risorse? Molto semplicemente, un po’ alla volta. Una volta decisi i compiti da svolgere, devi dedicarti a ciascuno di loro in modo esclusivo. Una volta finito il tempo dedicato a un certo impegno potrai dedicarti ad altro, spostando la tua attenzione volta per volta. In questo modo riuscirai a investire nel modo migliore le tue energie. Io stessa all’inizio ero scettica su questa tecnica, ma presto sono riuscita a scoprire che investire in questo modo il tempo permette di portare a termine più velocemente e con più precisione i compiti. E sono sicura che anche tu riuscirai a fare lo stesso applicando subito questo metodo. Dividi i compiti della tua agenda con precisione, e inizia ad affrontare da domani ogni compito con concentrazione, senza cedere nella tentazione di provare a fare multitasking. Quella che all’inizio sembrerà una tecnica pericolosa diventerà il sistema vincente per riuscire a lavorare meglio… e correre più velocemente verso il successo! E se desideri investire il tuo tempo per conoscere i segreti della comunicazione online… il Sarto ha la soluzione giusta per te. VESTITI BENE E PRENDI IL WEB A MAZZATE! Un manuale pratico e denso di informazioni, ora disponibile in una seconda, splendida nuova edizione. All’interno di questa guida scoprirai tanti consigli pratici per investire nella tua comunicazione… e trasformare la tua azienda in un magnete attira clienti! Clicca qui e acquista subito la tua copia! Se invece vuoi avere costantemente consigli su come generare costante valore non devi fare