Tutto quello che ti serve per realizzare un sito web – parte 1

un sito su misura

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro, L’articolo di oggi è un vero e proprio listone di tutto l’occorrente di cui hai bisogno per realizzare (o completare) il tuo sito web. Ogni argomento qui presentato è trattato ampiamente in un articolo a sè, perciò troverai un link all’approfondimento per ognuno di essi. Da oggi non hai più scuse: hai tutto (ma proprio tutto) quello che ti serve per realizzare/completare il tuo sito web e per poterlo gestire in totale autonomia. L’articolo è diviso in più parti perché dovresti procedere per gradi e non ingozzarti in una sola volta. Gli argomenti sono tanti, è vero, però credimi: chiunque può realizzare il proprio sito web e gestirlo in autonomia nel tempo like a boss, leggendo e mettendo in pratica le guide che trovi all’interno della mia rubrica. Sei pronta/o? Mettiti comoda/o, afferra una tazza del tuo caffè preferito e partiamo! Come realizzare un sito web Qui hai 3 scelte: apri il portafogli e ti prepari a sborsare un sacco di quattrini, pregando che l’agenzia/professionista sia effettivamente in grado di fare un buon lavoro. Sia chiaro: in giro ci sono tanti professionisti in gamba, però sono la minoranza e hanno prezzi elevati. Se puoi, affidati sempre a un professionista e dedica il tuo tempo ad altro. Ma se vuoi fare da solo, hai altre due opzioni. Ti butti sul risparmio e affidi la realizzazione del tuo sito web ad un’agenzia/professionista/cugino spendendo due lire. Ma perché mai dovresti farlo? Siamo seri: il sito web oggi è troppo importante per lasciarlo nelle mani di persone incompetenti, rischi di rovinare permanentemente la tua reputazione online. Tra l’altro, le agenzie che costano poco di solito non sono strutturate per fare un buon lavoro, perciò per favore non fidarti di chi vuole farti il sito a prezzi stracciati! Te lo fai da solo. Proprio così: se non puoi permetterti di investire la cifra giusta, allora è meglio se fai da te. Don’t panic, il Fabbro è qui per aiutarti. Se scegli l’opzione numero 3, tivvibì e continua a leggere quest’articolo. Cosa serve per realizzare un sito web Anzitutto impegno, costanza e pazienza, soprattutto se sei alle prime armi. Avrai bisogno anche di una guida esperta, e per tua fortuna ci sono qua io! WordPress Hai bisogno di WordPress. Si tratta di un programma potentissimo, affidabile e gratuito: una vera e propria macchina sforna-siti. Senza WordPress non puoi realizzare un sito web. O meglio, puoi realizzare dei siti web scadenti o malfunzionanti. Se non hai mai sentito parlare di WordPress, allora devi leggere obbligatoriamente questo articolo prima di proseguire: link all’articolo su WordPress. Dominio Il dominio è l’indirizzo del tuo sito. Per farti un esempio, il dominio del sito su cui stai leggendo questa rubrica è “isartidelweb.it”. Per ottenere un dominio dovrai acquistarlo, però per adesso non farlo. Leggi prima questo articolo e poi torna di nuovo qui: link all’articolo sui domini. NON COMPRARE ANCORA NULLA. Hosting L’hosting è lo spazio fisico che ospita il tuo sito. Anche questo, come il dominio, va acquistato e ti consiglio di farlo su OVH. In giro esistono tanti provider da cui puoi acquistare un hosting, ma io ti consiglio a occhi chiusi OVH. Leggi quest’articolo per farti un’idea più chiara di cosa intendo: link all’articolo sugli hosting. Insieme all’hosting, puoi acquistare anche un dominio (quest’ultimo è gratis per il primo anno, se acquistato insieme ad un hosting). “Ok Fabbro, ma quanto mi costa questa roba?” Meno di 30€ all’anno. Una cifra ridicola rispetto a quello che puoi guadagnarci! Certificato SSL Il certificato SSL dice ad internet che il tuo sito è sicuro. Cosa succede se non ce l’hai? Che puoi prendere il tuo sito e buttarlo fuori dalla finestra urlando. Se non ci credi, ti invito a leggere subito questo articolo: (link) Se hai seguito il mio suggerimento e hai acquistato un hosting su OVH, complimenti: hai già un certificato SSL. Però c’è un’ultimo passo da compiere: configurarlo correttamente. Don’t panic, ce la farai! Hai soltanto bisogno di seguire questa guida e sorseggiare un paio di tazzine del tuo caffè preferito: link all’articolo sul certificato SSL (scorri fino al punto 2). Tema WordPress Presta particolare attenzione a questo argomento. La scelta del tema WordPress non la puoi sbagliare e i motivi sono tantissimi: il tema definisce l’impronta grafica del tuo sito; un tema che non viene aggiornato periodicamente da chi l’ha sviluppato può mettere a rischio il tuo sito web, rendendolo più vulnerabile agli attacchi informatici; un tema scadente può essere penalizzato dai motori di ricerca, che nasconderanno il tuo sito e ti faranno perdere utenza; un tema scadente può avere ripercussioni gravi sulla velocità del tuo sito; un tema scadente può far smettere di funzionare il tuo sito da un giorno all’altro, compromettendolo per sempre; un tema complicato da usare può rendere un inferno le tue giornate di lavoro sul sito; un tema scadente può limitare l’utilizzo di plugin essenziali per problemi di compatibilità (vai più in basso per capire cosa sono i plugin e perché sono indispensabili); una volta scelto un tema, il rischio di adattare il design del tuo sito al tema (e non viceversa) è altissimo. Il risultato è un sito impersonale e privo di vita. Insomma, si tratta di una scelta delicata ma don’t panic. Ho scritto un intero articolo dedicato alla scelta del tuo primo tema e ti invito a leggerlo subito: link all’articolo sui temi WordPress. Testi e immagini Devi presentarti online nel miglior modo possibile. Apri un qualsiasi editor di testo (ad es. Microsoft Word) e scrivi la tua storia e perché hai aperto la tua attività. Fatti fare delle belle foto da un fotografo e preparati a caricarle sul tuo sito. Attenzione: prima di caricare le foto sul tuo sito devi comprimerle! Perché? Perché altrimenti il tuo sito può risultare lento da navigare e annoierai i tuoi utenti, che schiacceranno il tasto “Chiudi” e andranno a navigare su Facebook o peggio ancora sui siti dei tuoi concorrenti. Puoi seguire questa guida per

Scopri il centro di controllo della tua pagina Facebook!

Blog Arciere 1

Oggi l’Arciere è bello attivo, e con la freccia di oggi ha deciso di parlarti di uno degli argomenti che gli stanno più a cuore. Vedremo uno strumento presente all’interno di tutti i social media (magari con un nome differente). Un attrezzo potentissimo, che ti permette di gestire tutte le tue inserzioni sponsorizzate su Facebook ed Instagram. Ma prima di cominciare, ti ricordo che nei miei articoli troverai spesso dei termini tecnici, indicati da questo simbolo: *. Anche se non li conosci non preoccuparti: come ti ho anticipato l’ultima volta, ti basterà iscriverti alla nostra newsletter cliccando QUI per ricevere un glossario con cui orientarti nella foresta oscura dei termini tecnici! E ora… è il momento di parlare dell’incredibile Business Manager! Ti ricordi quando guardando i cartoni animati vedevi queste grandissime astronavi con due alieni (solitamente verdi) al comando al loro interno? Hai mai desiderato di comandare quella navicella? Oppure guardando Star Wars, hai mai avuto una voglia bruciante di entrare nella cabina di comando di un caccia TIE o perché no, in quella dello Star Destroyer? O più semplicemente, hai mai pensato di saltare dietro la console di un DJ e premere tasti e levette per cambiare completamente il suono di una canzone creando dei remix con il semplice tocco della mano? Insomma, hai mai desiderato di stare nella classica “stanza dei bottoni”, dove delle persone X premono tasti e cambiano il destino dell’umanità? Ecco, dallo schermo del tuo computer tu potrai cambiare il tuo destino… e soprattutto quello della tua azienda! E tutto questo con l’aiuto del tuo Business Manager! Business Manager (o BM per abbreviare) è il “centro di controllo” per tutto quello che riguarda la parte ECONOMICA di Facebook. All’interno del Business Manager avrai la possibilità di creare il tuo account pubblicitario(*), un passaggio necessario se desideri creare inserzioni sponsorizzate. Diciamo che Business Manager è l’azienda madre, e suo figlio è quella locale: una volta creato il primo, il secondo verrà da sé! Purtroppo non è tutto automatico: dovrai procedere manualmente ad inserire alcuni dati, ma di questo parleremo tra poco. Prima di proseguire voglio fare una precisazione. Facebook non ti obbliga a fare inserzioni. Puoi anche creare la tua pagina social, pubblicare i post, fare engagement (*), mettere le foto di gattini coccolosi, pubblicare i buongiornissimi tutti i giorni… Facebook ti fa fare QUELLO CHE VUOI, senza obbligarti a investire neanche un centesimo. Ma c’è un problema, che la maggior parte degli imprenditori italiani sfortunatamente ignora. Se non stai facendo inserzioni, sappi che a due metri dalla tua azienda ci sono aziende che le stanno facendo. E che appena sentiranno l’odore dei clienti che stai lasciando scivolare via dalla tua rete, te li toglieranno in fretta, come squali affamati che sentono l’odore di una preda. Se sei qui e conosci il lavoro dei Sarti, sai che non puoi più rinunciare alla Comunicazione Online. Ma parliamo di numeri. Se non sponsorizzi, delle 1000 persone che ti seguono, solo il 5-10% vedrà il tuo post. Questo è un regalo di zio Zuch, che ha completamente affossato la reach(*) dei post gratuiti in favore di quelli a pagamento. IL sistema su cui si basa Facebook,  detto anche l’algoritmo, penalizza i post organici, che sono quelli che puoi postare sulla tua bacheca privata per intenderci, e favorisce tutti i post a pagamento. Quindi, in altre parole: in un mercato competitivo o sponsorizzi, o puoi tranquillamente fare a meno della tua pagina. E per evitare di scomparire dal mondo virtuale, scopriamo insieme come usare il Business Manager per far decollare la tua comunicazione! Per aprire il Business Manager, non dovrai fare altro che accedere a Facebook con il tuo profilo aziendale. Una volta nella home, devi cliccare il quadrato fatto di pallini accanto alla tua immagine di profilo. Una volta aperto il piccolo menù, continua a guardare a destra e clicca su “Inserzioni”. Da lì potrai avviare la procedura per creare il tuo account Business Manager. In alternativa, ti basterà sostituire l’url che vedi in quel momento con https://business.facebook.com/home. Entrambe le strade portano alla stessa soluzione, quindi scegli quella più comoda per te. Non vuoi o non puoi occuparti di gestire la tua pubblicità sui social da solo? Non c’è problema! Una volta creato il tuo Business Manager (con relativo account pubblicitario) avrai la possibilità di assegnarlo a qualcun altro. Per l’esattezza, potrai permettere a un altro Business Manager di accedere al tuo, In questo modo permetterai all’azienda (o alla persona) alla quale ti appoggerai di lavorare senza problemi sulle tue inserzioni sponsorizzate (*). Anche a livello di nomi, non preoccuparti, non rischierai di confonderti. Potrai sempre cambiarli in modo tale da poter gestire al meglio ogni risorsa che Facebook ti mette a disposizione. Spiegherò in un articolo futuro come farlo, ma per ora sappi che hai anche questa possibilità. Torniamo alla creazione del tuo Business Manager. Una volta sistemato il nome e la gestione dell’account (insieme al metodo di pagamento, ragione sociale e così via) è arrivato il momento di parlare gli strumenti a tua disposizione, che trovi in un menù in alto a sinistra.     Il primo è Gestione inserzioni. QUESTA è assolutamente la parte più importante per la gestione del BM. Da qui potrai gestire metriche, scaricare report personalizzati, e tantissime altre cose, che approfondiremo con qualche altra freccia. Poi ci sono le due sezione impostazioni, dove potrai gestire alcuni aspetti pratici del tuo BM e del tuo account pubblicitario. Qui potrai gestire fuso orario, assegnare risorse/eliminare persone, cambiare la valuta e così via. Insomma, tutte le impostazioni di cui necessiti per iniziare a sponsorizzare alla grande!   Troverai anche una sezione chiamata “Qualità dell’account”, che al suo interno contiene un piccolo recap del Business Manager. Se ci sono state violazioni delle politiche di Facebook (argomento spinoso, per cui serviranno delle frecce speciali), saranno segnalate in questa sezione. Parliamo ora del Pubblico. All’interno di questa sezione potrai creare tutti i tipi di pubblico di cui hai bisogno. Non c’è un limite, quindi puoi segmentare il

La migliore strategia per vendere di più (ma se la usi male dà fastidio)

Blog del Modellista809

Viaggio molto spesso in autostrada. E uno dei miei segreti è che ho un hobby non esattamente comune: amo fermarmi in Autogrill. In tutti! Non ne salterei uno, mai. Adoro quei posti indifferenziati, dove vendono di tutto, comprese cose talmente trash che non si trovano da nessun’altra parte al mondo. Tuttavia… Non compro mai nulla, al di fuori del caffè. Tranne la settimana scorsa… quando sono cascato nel tranello. È lo stesso tranello di sempre, eppure questa volta ci sono cascato a piè pari. Sai benissimo di cosa sto parlando, vero? Quando ordini un caffè in Autogrill, inevitabilmente di chiedono due cose: Vuoi la miscela Arabica? Vuoi il cioccolatino/la spremuta/la brioche, ecc? E puntualmente sia io che te diciamo di no, vero? Eppure… Eppure continuano a farci la stessa offerta. Come mai? Come funziona? Perché non si stancano di quei no?   I motivi sono due. Andiamo a vederli assieme in questo articolo! E vediamo assieme come la strategia dell’Autogrill, che ti sembra così fastidiosa, è invece lo strumento più potente per aumentare le tue vendite… se sai come usarlo. La scena la conosci, non ho bisogno di descrivertela. Ma ecco il meccanismo: i cassieri dell’autogrill sono addestrati a non permetterti di ordinare qualcosa senza sentirti proporre un acquisto più dispendioso. In base al momento della giornata e a cosa ordini, hanno dei precisi protocolli da seguire. E li seguono TUTTI e SEMPRE. Con chiunque. Perché lo fanno? Beh… i motivi sono due:   1: SONO OBBLIGATI se decidono di non farlo e vengono beccati gli arriva il cazziatone del secolo e probabilmente una lettera di richiamo. Tu dirai: vabbè, mica il signor Autogrill è sempre lì a controllare! Questo è vero, ma proprio lui, il signor Autogrill, ha una folta rete di mistery shopper che, per lavoro, girano gli autogrill a controllare che vengano rispettati tutti i protocolli, questo compreso, fingendosi clienti normali. Quindi il primo dei due motivi è, semplicemente: nessuno ha voglia di essere licenziato.   Come avrai capito, ci interessa molto di più il secondo motivo… anche se questo è bene non dimenticarlo, perché ha un discreto valore.   2: FUNZIONA Lo so che non sembra vero, ma ora ti spiego ben bene perché funziona e come puoi fare tu la stessa identica cosa nella tua attività… e non solo: ti faccio anche vedere perché la maggior parte delle volte che hanno provato questa tecnica con te NON HA FUNZIONATO (e perché con me la settimana scorsa sì).   Questa tecnica di vendita in inglese si chiama Upsell e consiste del vendere un servizio “incrementato” rispetto a quello richiesto dal cliente. Continua a leggere, perché ti porterò degli esempi pratici.   Chi ha inventato questa tecnica?   Chi può dirlo… probabilmente al tempo dei Faraoni qualcuno la usava già. Ma sappiamo chi ne ha fatto una tecnica precisa e infallibile (quasi): il McDonald’s! Nato nel 1955, è stata fino al 2018 la catena di fast food più ricca del mondo (ora Subway si è presa il primo posto). E nelle procedure del McDonald’s, praticamente da sempre, esiste l’Upsell. Chiedi un panino? Ti propongono il Menù. Chiedi il Menù? Ti propongono quello con la bibita più grande. E così via.   Aspetta. So che nella tua esperienza questa cosa forse non succede sempre… o viene fatta male. come per gli Autogrill, appunto. Ma ci arriviamo tra poco.   Prima di capire quando non funziona, andiamo a vedere tre motivi per cui in Autogrill, come al McDonald’s, continuano imperterriti a proporti questi acquisti maggiorati.   #1 LA LEGGE DEI GRANDI NUMERI Vs LA FATICA DEL PROPORRE Certamente per il commesso che “tenta la vendita” seguire queste procedure può essere disturbante, faticoso e fonte di stress (se non gestito bene). Ma, nella pratica, gli porta via una manciata di secondi a cliente. In altre parole, impiegando 3 secondi ogni cliente, l’Autogrill si assicura che una percentuale, alta o bassa che sia, di clienti spenda di più. Il rapporto tra tempo impiegato e guadagno maggiorato è positivo, per cui ne vale la pena   #2 È MISURABILE E STANDARDIZZABILE Se non lasciato completamente al caso, questo sistema può essere davvero potente. Quale momento della giornata rende più redditizia una proposta piuttosto che un’altra? Cosa viene acquistato più facilmente in questo modo? Quale tipo di proposta funziona meglio all’acquisto di un determinato prodotto? Che tipo di cliente acquista più facilmente una cosa piuttosto che un’altra? In queste (e in tante altre) domande si nasconde un’efficacia che viene totalmente sottovalutata dagli imprenditori.   #3 AGISCE SU CLIENTI CHE STANNO GIÀ COMPRANDO Quindi non ha bisogno di investimenti per acquisire nuovi clienti. In altre parole… quando funziona, è puro guadagno. È GRATIS! E non solo… è, per il cliente che acquista, una spesa totalmente tollerabile, che non lo fa sentire né raggirato né frustrato. Sta già spendendo, sta già comprando. Ed ha l’occasione per una soddisfazione maggiore a portata di mano… e a portafogli aperto!   Come vedi, guardandolo in questo modo è un meccanismo facile e redditizio… eppure non viene usato quasi mai, e quando viene usato è fatto proprio male. Come gli Autogrill!   Ma come mai? Ad inizio articolo ti ho confessato che ci sono cascato. Ecco, te lo racconto, umilmente, e andiamo a capire assieme cosa è successo. Era mattina presto. Avevo già fatto colazione, salata come al solito. Ero in autostrada per andare ad una riunione nel Laboratorio, dove io e il Sarto stiamo preparando una bella sorpresina per tutti gli iscritti alla Newsletter. Vuoi sapere di cosa si tratta? NIENTE SPOILER! Ma se ti iscrivi subito, cliccando qui prima di continuare a leggere l’articolo, sarai sicuramente tra i primi fortunati a saperlo!   Andiamo avanti: Ero in autostrada, appunto, e mi fermo a prendere un caffè, come faccio tutte le volte che posso. Ed ecco che succede una cosa fantastica. La cassiera, invece che borbottare con voce annoiata la solita frase “vuoi anche la brioche e la spremuta” mi dice, con un bel sorriso, che seppur

Guida alla procrastinazione I – Il perfezionista!

Blog del Mastino 1

Durante una serata di pausa qualche giorno fa, mi sono dedicata a un cult del cinema che ancora non conoscevo: Shining. Dopo aver finito la pellicola (e aver deciso che non guarderò mai più un corridoio nello stesso modo) mi sono dedicata a cercare curiosità sul film che ho appena visto, una mia stranezza da Mastino. E in questo modo ho scoperto che Stanley Kubrick ha dedicato ben 5 ANNI alla creazione di questo capolavoro. Con un anno intero dedicato ESCLUSIVAMENTE alle riprese di ogni scena! Per darti un’idea, un film normale viene creato in un anno, e le riprese occupano in genere tra i 3 e i 6 mesi. E sempre per farti capire quanto le riprese siano state complicate per tutti, solo la famosa scena con l’ascia di Jack Nicholson ha richiesto 3 giorni di riprese e 60 porte distrutte. Ora, il grande regista sicuramente poteva permettersi di fare in questo modo. Dopotutto si tratta di un genio della cinematografia, che ci ha regalato pochi ma incredibili capolavori. Il problema è che tu non puoi assolutamente fare lo stesso per la tua azienda… a meno che il tuo obiettivo non sia quello di fatturare solamente una volta ogni 5 anni! E se anche tu come Kubrick tendi a procrastinare alla ricerca della perfezione assoluta… questo articolo fa al caso tuo. Per il primo capitolo della guida alla procrastinazione parliamo dei procrastinatori perfezionisti. Il procrastinatore perfezionista è quello che aspetta sempre il momento giusto per fare le cose. I suoi progetti non sono mai come li desidera: il piano non è ancora completo, l’articolo del blog deve essere riscritto completamente per una frase fuori posto, e sicuramente il suo primo video del canale Youtube deve essere rigirato completamente, perché per mezzo secondo si è passato la mano tra i capelli. Detta così il procrastinatore perfezionista sembra essere una persone con molto buon senso. Dopotutto, a nessuno piace fare male le cose: quando si tratta di qualcosa di davvero importante vogliamo che tutto vada nel miglior modo possibile! E in certi casi non è sbagliato. A volte è meglio aspettare un momento e prendersi del tempo per migliorare, prima di cominciare a fare qualcosa di nuovo. Come una bottiglia di un ottimo vino deve aspettare per poter rilasciare tutti i suoi aromi, così in alcuni casi aspettare può portare grandi risultati. Ma c’è una grande differenza tra attendere e procrastinatore, e possiamo vederlo nel modo di fare del procrastinatore perfezionista. La sua natura lo porta a lucidare ogni singolo progetto all’infinito, nel disperato tentativo di creare qualcosa di perfetto in ogni suo aspetto. In realtà non cerca di migliorare: trova scuse per non partire. E in questo modo non fa altro che cercare il momento giusto che puntualmente non arriva. Quindi non inizia… e non evolve. Come imprenditore, questo significa lasciare la tua azienda esattamente dove si trova, senza riuscire a crescere e raggiungere il successo! Potresti pensare che la paura del perfezionista sia quella di cominciare a fare le cose, ma in realtà dietro il suo comportamento si trova qualcosa di molto diverso: la paura di finire. Mi spiego meglio. Il problema di questo tipo di procrastinatore non è tanto di iniziare un nuovo progetto, ma quello di concluderlo, consegnarlo e passare ad altro. Il motivo di questa paura è semplice: consegnare significa sottoporre il tuo lavoro al giudizio degli altri. Questo significa trovare commenti sgradevoli sotto i tuoi primi video su youtube, correre il rischio che qualcuno noti un errore imbarazzante dentro un articolo che hai appena scritto. In altre parole, se sei un procrastinatore perfezionista la tua paura è quella di fare errori. Per questo tendi a rimandare il momento di concludere un compito, continuando disperatamente a correggere il lavoro nel tentativo di produrre qualcosa che non possa essere giudicato male da nessuno. Fortunatamente, esiste una strategia efficace che ti permetterà di abbandonare la tendenza alla revisione selvaggia! La tecnica è molto semplice: definisci dei tempi molto precisi per svolgere ogni compito. Come imprenditore, hai alcune scadenze precise, legate alle necessità dei tuoi clienti o dei tuoi dipendenti. Quando si tratta di un progetto che gestisci personalmente però, è facile che tu ti faccia prendere la mano. Così rimandi all’infinito l’inizio di una nuova avventura, che potrebbe cambiare  per sempre il destino della tua attività. Per non finire nel buco nero dell’attesa infinita, impara a definirti da solo delle precise scadenze per portare a termine i nuovi progetti della tua impresa. Facciamo un esempio pratico. Vuoi iniziare a creare un tuo blog? Benissimo! Stabilisci che da qui a un mese il blog dovrà essere pronto per uscire con il primo articolo. Segna la data in calendario, comunicalo a qualche persona che conosci e ai tuoi dipendenti. Questo metodo non è adatto a ogni tipo di procrastinatore, ma per il perfezionista è il sistema perfetto per motivarsi, ed evitare di perdere tempo dietro inutili e continui ripensamenti. Una volta arrivato il giorno dell’inizio, i tempi saranno talmente serrati che sarà impossibile guardarti indietro. Dovrai per forza consegnare e concludere quello che hai iniziato. E preparati, perché… nessuno è perfetto. Non puoi escludere la possibilità che sbaglierai. Ma ricordati che l’errore è una parte fondamentale di ogni processo di apprendimento. Se non fai non sbagli, e se non sbagli non impari. Una volta che avrai iniziato con i tuoi progetti non dovrai fare altro che andare avanti. E per ogni passo che farai imparerai una nuova cosa da fare, un errore da evitare e un segreto fondamenale per renderti unico e inconfondibile con la tua comunicazione. Mi auguro che ogni procrastinatore professionista riesca a ottenere il massimo dai suggerimenti che trova in questo articolo. E… se non ti riconosci nella mia descrizione? Se il tuo modo di rimandere le cose è molto diverso da quello di cui ho parlato oggi? Non preoccuparti: la prossima settimana uscirà un altro capitolo della guida alla procrastinazione, in cui magari scoprirai qual è il tuo modo di rimandare le cose. Per non

Come scegliere i font perfetti per il tuo sito – Parte 2

come scegliere i font perfetti per il tuo sito parte 2

Ciao e bentornata/o sulla rubrica del Fabbro. Attenzione: questa è la parte conclusiva di un articolo precedente. Fai click qui per leggere la parte introduttiva se te la sei persa! La scorsa settimana abbiamo parlato su queste pagine dell’importanza dei font. Ti ho spiegato le differenze tra font Serif e Sans Serif e in quali casi è meglio utilizzare uno o l’altro. L’obiettivo di oggi è fornirti un metodo rapido e sicuro per selezionare delle combinazioni di font vincenti. Ti indicherò dei siti web affidabili su cui poter ricercare e scaricare i font e, infine – ma più importante – ti mostrerò come inserirli sul tuo sito WordPress. Ma prima ti chiedo: hai fatto i compiti che ti avevo assegnato? Se sì sono convinto che adesso il tuo modo di osservare i siti web è cambiato e non tornerà più come prima. Questo è un bene e farà sì che da questo momento in poi sceglierai sempre con cura i font per i tuoi siti web. Non hai fatto l’esercizio che ti avevo assegnato? Don’t panic, tivvibì lo stesso, però recuperalo perché è importante. Fine del preambolo. Sei pronta/o? Afferra una tazza del tuo caffè preferito e… partiamo! Qual è il metodo più veloce per selezionare i font giusti? In realtà questa domanda nasconde un tranello. Non dovresti mai scegliere velocemente i font per il tuo sito, a meno che tu non sia un esperto e abbia un livello di consapevolezza molto alto in materia. Come ti avevo già accennato nella prima parte dell’articolo, devi dedicare la massima cura ai font del tuo sito e trattarli a tutti gli effetti come un elemento grafico. Però mi rendo conto che, a volte, può essere comodo realizzare la bozza di un sito con una combinazione di font già collaudata e “funzionante”. Grazie a questo metodo, puoi cambiare combinazioni di font rapidamente e trovare uno stile su cui orientarti. Sarà poi più facile prendere una decisione definitiva dopo qualche ora di esperimenti. È per questo che ti consiglio subito di dare un’occhiata al sito Fontpair. Su Fontpair hai a disposizione migliaia di combinazioni di font tra cui poter scegliere. Tutte queste combinazioni funzionano e molte le ho già provate personalmente, perciò sentiti libero e sicuro di utilizzarle. Tutti i font che trovi su Fontpair sono Google Fonts. Ma questo cosa significa? Tranquilla/o perché ci arriveremo. Oltre a Fontpair esistono altri siti da cui puoi prendere ispirazione per la scelta dei font. Google Type è uno di questi. È molto simile a Fontpair, però è visivamente più accattivante. Quando atterri sul sito puoi scorrere in basso e visualizzare diverse schermate con titolo e paragrafi su sfondo colorato. In cima ad ogni schermata trovi i nomi dei font utilizzati (osserva lo screenshot in basso: i font utilizzati in questo riquadro sono Playfair Display e Fauna One): Di recente invece ho scoperto un altro sito ancora che mi ha letteralmente fatto impazzire. Il suo nome è Mixfont e utilizzarlo non è soltanto utile, ma soprattutto divertente! Non ci credi? Collegati subito sul sito e fai click sul bottone “Start the Generator!” Verrai re-indirizzato su una pagina che ti mostra una combinazione casuale di font. Scorrendo la pagina più in basso, noterai che ci sono anche altri elementi (box di testo e finte schermate di app) che puoi osservare per valutare meglio l’accostamento tra i due font. Se la pagina che stai navigando non ti piace, prova a schiacciare il tasto “spazio” sulla tua tastiera. Et voilà! In un secondo verrai re-indirizzato su un’altra pagina contenente al suo interno una combinazione di font diversa. Divertente, vero? Per invertire l’utilizzo dei font (cioè per scambiare il font dei titoli con quello dei paragrafi) fai click sulla voce in alto a destra “Swap”. Osserva lo screenshot in basso se non la trovi: Questi 3 siti web di cui ti ho appena parlato sono comodi perché ti permettono di scegliere tra migliaia di combinazioni di font in modo rapido e sicuro. Ma scommetto che adesso nella tua testa si sta formando una domanda: “Tutto molto bello, Fabbro. Però come faccio a scaricare questi font e ad usarli sul mio sito web?” Ottima domanda. Per semplificare, dividiamola in due domande e iniziamo rispondendo a: Dove posso scaricare i font migliori per il mio sito? Il web è pieno zeppo di siti da cui puoi scaricare font, ma non è tutto oro ciò che luccica. Infatti molti dovresti evitarli perché contengono tanta pubblicità e ti aprono popup e schede strane sul pc. I 3 che ti indicherò invece sono affidabili e dentro ci trovi tutti i font di cui hai bisogno. Partiamo dal numero 1 che è Google Fonts. Google Fonts è una libreria di font che puoi utilizzare gratuitamente per tutti i tuoi siti web. Collegati al sito, scrivi il nome del font di cui hai bisogno e fai click sul relativo box di testo che ti comparirà in basso (osserva lo screenshot): Verrai re-indirizzato su un’altra schermata su cui dovrai cliccare il bottone in alto a destra “Download family”. Per family si intende tutta la famiglia del font, ovvero la versione Bold (usata per il grassetto), la Italic (per il corsivo) e tante altre. “Ok Fabbro, ma a cosa servono tutte le altre versioni tipo medium e light?” Ottima domanda. Intendo approfondire la tematica più avanti nell’articolo perché qui andremmo fuori tema. Per ora pensa questo: più ne hai e meglio è perché ciò ti offre più libertà di personalizzazione. DaFont è un altro sito simile a Google Fonts e ti consente di filtrare la ricerca in modo dettagliato. Le categorie di font presenti sono tantissime e diverse tra loro: Fantasia, Stranieri, Techno, Bitmap, Gotici, Basico, Script, Simboli e Vacanze. Fai click sul font che ti ispira e poi, all’interno della schermata seguente, su “Scarica”. Prima di scaricare il font, però, scorri in basso e guarda se nel font sono presenti caratteri accentati e apostrofi. Il motivo per cui personalmente preferisco Google Fonts è che raramente incappo in font

Non perderti più nella foresta dei social!

Blog Arciere

E dopo la Penna Rossa, il Fabbro, il Modellista e Il Mastino, è giunta l’ora che un altro tassello completi la tua informazione sulla Comunicazione Online. Ma di che tassello si tratta? Prima di rispondere a questa domanda, lascia che ti chieda alcune cose. Quante volte le web agency ti hanno fornito dati di cui non riesci ad interpretare il significato o PEGGIO, che loro hanno interpretato per te? Quante volte ti è capitato di ricevere da loro numeri contrastanti sui social della tua azienda, rispetto a quella che è la realtà dei fatti? Quante volte non sei stato sicuro dell’investimento fatto per i tuoi social? Quante volte hai passato ORE, GIORNI, MESI a litigare con il tuo contatto di riferimento per la gestione della tua pagina Facebook aziendale,perché non capivi le cose che lui continuava a spiegarti? Quante volte sei rimasto in silenzio, quando in realtà avresti voluto capire di più? Probabilmente la risposta è… TANTE. TROPPE. E proprio mentre sei seduto in riva a un ruscello, e cerchi risposte che sai già di non trovare, mentre alle tue spalle incombe minacciosa una foresta di dubbi… ecco che si scorge la punta di una freccia ed il duro legno di un arco. Un oggetto meraviglioso, forgiato dai Sarti Del Web e segnato da tanto studio (e altrettante campagne sponsorizzate). Ecco come nasce l’Arciere. Ecco come IO, Gianluca Calsolaro, il Media Buyer dei Sarti Del Web, ti porterò a scoprire tutti gli strumenti di cui hai bisogno per poter svolgere al meglio il tuo lavoro e far decollare la tua comunicazione sui Social! Non sono un guru: non ti darò soluzioni che cambieranno la tua azienda da cima a fondo in un secondo. Per quello esiste solamente il duro lavoro e l’esperienza. E non ti dirò che tutto quello che ti è stato detto finora è sbagliato, anche perché ci sono tantissimi professionisti che mettono anima, corpo e cuore in quello che fanno. E lo fanno benissimo. Il mio obiettivo sarà quello di insegnarti cosa sono e quali sono le metriche principali delle quali hai bisogno. In altre parole, i numeri da riconoscere per usare al meglio i tuoi social. Ti mostrerò quali informazioni sono importanti per TE, e, soprattutto, come non farti fregare da dei semplicissimi numeri gonfiati. E non solo. Ti darò gli strumenti con cui tu stesso potrai valutare il tuo lavoro e quello di altre persone. Perché questo? Perché oggi? Era da tanto tempo che ci pensavo, ma dopo un incontro in una buia taverna con il Mastino (ha un’anima -anche se non lo dà a vedere- ma non ditele che l’ho detto, altrimenti avrò vita breve su questo pianeta) mi sono reso conto che era giunto il momento di mostrare agli imprenditori e agli addetti ai lavori neofiti tutto quello che ho imparato. Ora ho 23 anni e faccio questo lavoro da quando ne ho compiuti 18. Anzi, 19 ad essere precisi. Ho sempre collaborato con aziende, ho ricevuto budget per i social spesi male e indirizzati peggio, perché io stesso non capivo l’obiettivo finale degli investimenti. Poi ho conosciuto i Sarti e ho studiato. Ho imparato. Ho appreso. Grazie all’aiuto di tutto il team e soprattutto del Sarto, ho imparato realmente l’importanza dei RISULTATI. E che il resto conta poco e niente. Il lavoro del Media Buyer è come un castello di ghiaccio. O di carte. Ci impieghi tanto a costruirlo, ma basta pochissimo perché venga messo in discussione. Ed è anche per questo che ho deciso di realizzare questa rubrica. Voglio che tu capisca l’importanza delle metriche, la difficoltà nella realizzazione di una strategia per i social, e soprattutto il funzionamento delle campagne più efficaci per portare risultati nella tua azienda. Ma non finisce qui! Se sei iscritto alla nostra newsletter, oltre a ricevere l’articolo in anteprima, avrai a disposizione anche un glossario con tutti i termini tecnici del pezzo di quella settimana. All’interno di questo glossario (che verrà ampliato con il passare del tempo, perché non si smette MAI di imparare) troverai anche altri strumenti molto utili. E se non sei ancora iscritto alla nostra newsletter… beh, non devi fare altro che cliccare QUI. E dopo questa piccola introduzione, precisa come una freccia scagliata da un grandarco, ti annuncio che ogni venerdì uscirà un mio articolo. Anzi… una mia freccia. Mi scuserai se nei miei articoli non mi dilungo troppo in chiacchiere: solitamente non sono una persona di troppe parole. Preferisco i fatti, i numeri, i dati. Cose tangibili. Io porto risultati. Che sono quelli che otterrai continuando a seguire questa rubrica. Prima di andare, ricorda: “non puoi colpire ciò che non vedi” Per qualsiasi risultato tu voglia ottenere devi avere prima un obiettivo. Chiaro. Reale. E poi dovrai lottare e sudare per realizzarlo. Così come nel lavoro, vale nella vita, nello sport. In tutto. Il nostro viaggio è appena iniziato. Seguimi con attenzione:  io conosco il bosco, tu ancora no. Fai molta attenzione a ciò che ti dirò, e gli alberi non avranno più segreti per te. Ti aspetto il prossimo venerdì per la prima freccia! Con affetto, L’Arciere

3 strategie per avere le recensioni dei tuoi clienti

3 strategie recensioni

Ti devo dare una brutta notizia: NON TI CREDE NESSUNO. Non in generale, ovvio. Ma quando parli del tuo prodotto o servizio, di ciò che vendi… non sei credibile. E non è nemmeno colpa tua! …ma è colpa di tutti quegli altri che stanno dicendo cose simili alle tue, vendendo prodotti o servizi in concorrenza con i tuoi, e che fanno parte di quei 10.000 imprenditori che ogni giorno mostrano le proprie pubblicità ai tuoi clienti.   Siamo tutti talmente assuefatti alla pubblicità che – quasi – non ci fa più effetto.   QUASI   E allora, come si fa a sfruttare quel “quasi” e passare da NON CREDIBILE a DEGNO DI FIDUCIA? Oggi analizziamo assieme una delle strategie più potenti per stimolare il tuo potenziale cliente a interessarsi a te, darti fiducia e infine comprare!   Oggi è il turno delle famigerate RECENSIONI! Vediamo assieme cosa sono, perché sono così importanti e, soprattutto, come si fa ad ottenerne tante, ogni giorno, scritte esattamente come vogliamo noi! Ti mostrerò tre strategie efficaci per le tue recensioni… e anche una strategia ZERO, che sta alla base di tutte le altre. Potrai applicare queste strategie da subito e diventare, in un batter d’occhio, molto più credibile e degno di fiducia dei tuoi concorrenti.   Ma attento: nemmeno stavolta sarà una passeggiata. Perché, si sa, nulla di importante si fa senza fatica!   Prima di tutto chiariamo un punto: perché ti parlo di recensioni e testimonianze? Perché sono FONDAMENTALI al tuo lavoro, qualunque cosa tu faccia. E il motivo è presto detto: i clienti comprano SOLO se si fidano di te. Punto. Senza la fiducia del tuo cliente, non potrai mai sperare che questo apra il portafogli per te.   Tuttavia, la fiducia non è una cosa che puoi conquistare né velocemente né automaticamente. È un processo complesso. È facile da pretendere, ma difficile da concedere. Se ci pensi, vale per tutti, compreso me… e te che leggi.   È la sensazione di essere al sicuro, esente da rischi. Mica pizza e fichi!   Ora, pensa quando devi comprare qualcosa di completamente nuovo per te. O che hai già comprato, ma vuoi acquistare da una nuova azienda. Anche solo quando vuoi provare un nuovo ristorante. La prima cosa in cui ti imbatti è, solitamente, la descrizione del prodotto o servizio che vuoi comprare (se l’azienda in questione non è cliente dei Sarti).   L’impresa media italiana ti dice: “hey, cliente, questa è la mia merce, costa così, comprala” E poi, se proprio si è impegnata, te ne descrive le caratteristiche. “è grande così, pesa cosà, funziona in questo modo, è perfetto, ottimo rapporto qualità-prezzo, ora dammi i soldi”. Va bene, sto banalizzando, ma se ci guardi bene la realtà è esattamente così.   Pensa ad una normalissima pizzeria. Il titolare, il pizzaiolo, il cameriere… ti diranno sempre che la pizza è ottima. Magari lo è davvero, ma tu SAI CON ASSOLUTA CERTEZZA che loro ti diranno che è ottima, sempre e comunque. Magari è la peggior pizza della città che quasi quasi Pizza Hut non è male, ma loro ti diranno sempre che è buona.   Tu lo sai. E non gli credi. Punto. Che sia davvero buona o meno, tu penserai che è ovvio che te la pubblicizzino buona. E non gli crederai. In altre parole, di fronte ad un possibile acquisto la base di partenza è sempre FIDUCIA ZERO.   E allora, cosa può cambiare le carte in tavola velocemente?   Teniamo l’esempio della pizzeria. Immagina di essere proprio di fronte alla pizzeria che vuoi provare e di poter fermare tutti quelli che escono dopo aver mangiato e chiedere loro “come si mangia qui?” Se tutti ti diranno che la pizza è buona, che opinione ti farai? Ovviamente crederai alle parole dei clienti! E se ti diranno, invece, che la pizza fa schifo? Idem: crederai sempre a loro, a prescindere da quanto sarà stata buona la Comunicazione della pizzeria. Nulla è più potente delle recensioni.   Nemmeno i Sarti del Web in tutta la loro potenza possono nulla contro le recensioni negative. E con questo ho detto tutto!   Quindi la base è: vuoi che la tua Comunicazione sia credibile? Fai parlare i tuoi clienti con le recensioni!   Ma come? Ecco oggi per te tre belle strategie infallibili applicabili immediatamente, che ti porteranno ad avere più recensioni positive di quanto tu abbia mai immaginato… …ma solo se prima avrai applicato la strategia ZERO.   Che, siccome mi piace fare i giochi con i numeri, ti dirò la strategia zero solo alla fine! Pronti… via! STRATEGIA 1: COGLI L’ATTIMO So già cosa ti frullerà in testa: eh ma dai, non voglio essere di disturbo, già sta pagando…   Te lo dico senza giri di parole: smettila subito di pensare che il cliente che paga sia infastidito dal farlo. È ESATTAMENTE il contrario: quando un tuo cliente sta pagando la tua merce è entusiasta di farlo. Comprare piace a tutti. Ed è proprio mentre compriamo, nell’esatto momento in cui stiamo pagando, che siamo al picco della nostra soddisfazione. Stiamo coronando un sogno, piccolo o grande che sia.   Ebbene, questo è il momento giusto per farti avanti!   Nell’esatto momento in cui il tuo cliente è all’apice della sua soddisfazione, lì devi esserci tu, pronto a chiedere la sua recensione. Ora è contento, soddisfatto, ed è proprio quello che ti serve: la testimonianza di un cliente felice! Ci sono aziende che chiedono recensioni dopo qualche giorno, o addirittura settimane… perché temono di infastidire il cliente. Ma chi ti fa una recensione settimane dopo aver acquistato? E anche fosse, avrà lo stesso entusiasmo o sarà scemato?   Quindi, impara questa regola: in base al tuo business, individua il momento di massima eccitazione del tuo cliente e chiedi la recensione proprio quando è più pronto a farla positiva! STREGIA 2: NIENTE È GRATIS Qualunque processo d’acquisto è uno scambio. Io ti do denaro, tu il tuo prodotto o servizio, e siamo pari.  

Puoi sconfiggere la procrastinazione?

Blog del Mastino

Oggi è il primo giorno di settembre… e probabilmente uno dei giorni più strani dell’anno, da alcuni odiatissimo e da altri adorato (io faccio parte della seconda categoria!) Questo perché il primo settembre è il giorno in cui DEVI iniziare a fare tutte le cose che hai rimandato fino a questo momento. Qui trovi il tuo proposito di perfezionarti sul tuo settore iniziando a studiare qualcosa di nuovo. Qui hai nascosto la tua idea di iniziare a creare contenuti da postare settimanalmente sulla tua pagina facebook. E sì, qui si trova anche l’abbonamento per la palestra che non hai ancora fatto perché “con questo caldo chi ce la fa ad allenarsi?” Insomma: un momento di crescita, di rinascita e di miglioramento! Ma in realtà… c’è molto di più. Il primo settembre suscita sentimenti contrastanti perché ti fa scontrare con una nemica pericolossima. Un ostacolo così grande al raggiungimento del tuo successo, che un articolo solo non basta per contenerla. Per questo motivo, il mese di settembre (e parte di quello di ottobre) saranno dedicati ad affrontare una terribile nemica: LA PROCRASTINAZIONE!   Nemica giurata del successo, amante del primo settembre, primo gennaio e tutti i giorni dopo le feste nazionali. Come ogni nemico è importante conoscerla bene… per questo oggi analizzeremo la sua natura, e capiremo come possiamo affrontare la sua pericolosa influenza! Procrastinare viene dal latino. Possiamo tradurre il suo significato come “a favore di domani”, perché unisce crastinus, un aggettivo che significa appunto domani, al prefisso pro, che come puoi immaginare significa “a favore di”. La procrastinazione compare generalmente quando dobbiamo affrontare un compito molto pesante o decisamente poco piacevole. In quel momento il nostro cervello cerca disperatamente una via d’uscita per non fare fatica, e inizia a indicare come più importanti altre attività. In questo modo ci troviamo a perdere un sacco di tempo e occasioni dietro ad attività stupide, e nella maggior parte dei casi completamente irrilevanti! Le cose negli ultimi anni sono peggiorate: con l’arrivo dei social e l’accesso continuo a diverse forme di intrattenimento, la procrastinazione è diventata decisamente più seducente… e pericolosa. C’è sempre un momento per guardare un video, leggere un post di un amico, o spiare le foto di qualche festa. Poi ti guardi intorno… e ti rendi conto che sono passate 2 ore, e che non hai ancora iniziato a fare neanche la metà di quello che ti eri messo in mente di concludere quella mattina! E la cosa terribile è… che non possiamo farne a meno. La procrastinazione non è un difetto che puoi avere oppure no, ma è l’eredità di un delicato meccanismo che portiamo dentro di noi fin dalla preistoria. Che tu ci creda o meno, a quei tempi procrastinare poteva salvarti la vita!   Immagina la scena. Sei un uomo delle caverne, e il tramonto è appena arrivato. Intorno a te c’è una foresta, che di notte diventa un fitto muro di piante in cui perderti. Senti i vari animali carnivori cominciare a ringhiare, e sei sicuro di vedere anche qualche occhio affamato spiarti dai cespugli. Nel frattempo senti chiaramente anche il tuo stomaco brontolare, e sai che sarebbe importante mangiare per calmarlo. Ma allo stesso tempo, capisci che la salvezza è solo la tua piccola grotta, e il minuscolo fuoco che hai imparato ad accendere qualche tempo fa. A questo punto puoi fare solo una cosa: procrastinare. Devi aspettare la luce del giorno dopo per trovare qualcosa da mettere sotto i denti, perché solo così potrai aumentare le tue possibilità di sopravvivere. In altre parole, la procrastinazione è un meccanismo mentale che ci portiamo dietro da secoli, collegato alla paura e all’istinto di sopravvivenza. E questo significa che non possiamo eliminarlo. Anche se una piccola parte della popolazione è molto brava a tenere sotto controllo la procrastinazione, nessuno di noi è totalmente privo della capacità di rimandare le cose difficili. Che ti piaccia o no, tutti hanno almeno un ambito della loro vita in cui la procrastinazione gioca un ruolo più o meno importante. Per alcuni è la decisione di iniziare un corso di lingua, per altri è iniziare a cambiare un aspetto della loro personalità che non amano. Ma quando si parla di procrastinare in ambito lavorativo… le cose diventano davvero pericolose. Secondo recenti studi, un imprenditore dedica alla procrastinazione almeno 3.5 ore… AL GIORNO. Magari nel tuo caso può essere di meno, o magari senza saperlo di più, perché stai dedicando ad attività poco importanti la maggior parte del tuo tempo! (Per evitare di fare questo errore ti consiglio di rileggere QUESTO articolo, dove parlo di come scoprire il valore di ogni tua ora) Ovviamente, le ore della tua giornata lavorativa che dedichi a cose poco importanti, o in cui semplicemente non fai nulla di produttivo, sono ore in cui non guadagni. E probabilmente stai perdendo molto più di quanto immagini… Vuoi un esempio pratico? Immagina una persona con un guadagno annuale di 40.000 euro, che lavora per 8 ore al giorno. Se questa persona procrastina per 3 ore al giorno ogni giorno, significa che perde ogni anno 15.000 euro di potenziali guadagni. QUINDICIMILA. Prova a pensare a come cambierebbe la tua azienda se avessi quella quantità di denaro da utilizzare e investire ogni anno! A questo punto probabilmente ti aspetti il consiglio o il trucco che ti permetterà di smettere di perdere tempo. Ma il problema è che… non tutti i procrastinatori sono uguali. Esistono una serie di approcci all’abitudine di rimandare le attività. Per la precisione, dopo una chiacchierata con il Sarto e il solito camion di libri che sono stata invitata a leggere, sono riuscita a estrarre da diversi studi 5 principali personalità da procrastinatore. Nei prossimi articoli le analizzerò una per una. Non solo spiegherò quali sono le caratteristiche di ogni stile di procrastinazione, ma ti darò anche dei suggerimenti pratici con cui affrontare ogni diverso modo di rimandare le cose! Per non perderne neanche una di queste piccole guide ISCRIVITI alla nostra newsletter. In questo modo restarai

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